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Anna di Francia

da:  Ho visto anche degli zingari felici

Anna di Francia che arriva,
Anna che ride, Anna che scherza,
Anna che ascolta, che parla.
Anna che chiede, vuole sapere
come andremo a finire la sera,
Anna la piazza ti ama, ti ama con me.
Anna racconta: l'ultima Francia
com'era grigia, com'era triste,
Anna racconta: il nuovo lavoro
sempre camicie, solo camicie,
Anna ti sembra di essere pazza,
Anna la piazza, la piazza ti ama con me.

Anna che mi porta via
e vuole bere, vuole parlare,
s'infila in un'osteria
forse stasera ha voglia di amore,
Anna più bella, più bella che pazza,
Anna la piazza, la piazza ti ama con me.
Anna troviamo tanti amici,
uno comincia la discussione,
sono momenti quasi felici.
Anna mi guarda, faccio il buffone:
"e dove sarà la cultura operaia?"
Anna che scuote la testa e dice di no.

Anna non vive, è da sola,
si è già stancata di prenderci in giro,
"e Luigi Nono è un coglione,
l'alternativa nella cultura
non è solo ideologia,
l'alternativa è organizzazione"
Anna si arrabbia, basta parlare.
Anna si alza, andiamo via,
e mentre la strada mi fa perdonare
c'è Anna che brinda alla sua anarchia.
Anna imprendibile più di un momento,
Anna dà un bacio alla piazza e poi se ne va.

Non sarò per te un orologio,
il lampadario che ti toglie il reggiseno,
quando è tardi, è notte e tu sei stanca
e la tua voglia come il tempo manca.
Non sarò per te un esattore
di una lacrima ventuno volte al mese,
non conterò i giorni alle tue lune
per far l'amore senza rimborso spese.

Non sarò per te solo lo specchio
di una faccia che non cambia mai vestito,
non sarò il tuo manico di scopa
travestito da amante o da marito.
Non sarò quel cielo grigio quel mattino,
il dentifricio che fa a pugni con il vino,
non sarò la tua consolazione,
e neanche il padre del tuo prossimo bambino.

Per questa volta almeno sarò la tua libertà,
per questa volta almeno solo la tua libertà.
Per questa volta almeno la nostra libertà
e la piazza calda e dolce di questa città.