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La Repubblica 06-12-2000

Il cantautore di sinistra cambia le parole della storica canzone degli anni '70

Lolli non spazza più via la borghesia

E come se ritrovassimo l'anarchico che guida allo schianto la Locomotiva di Guccini, dire - anziché "trionfi" -, "raccolga larghi consensi la giustizia proletaria". Esce infatti il nuovo disco di Claudio Lolli ("Dalla parte del torto"), cantautore politico per eccellenza degli anni '70, e scopri che la versione della storica canzone "Borghesia" ha cambiato parole. Due piccoli ritocchi, in verità, ma abbastanza significativi. Molti ricorderanno il verso in cui Lolli della "vecchia, piccola borghesia" diceva "un giorno il vento ti spazzerà via". Ecco, oggi ci ha aggiunto un "forse". 

E ha aggiunto anche un "ex", a seguito della parola comunista ("di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista, un figlio commerciante o, peggio ancora, comunista... ex"). Ora, che i muri fossero crollati e che le ideologie fossero sul punto di, lo sapevamo tutti. Ma se anche un duro e puro come Claudio Lolli inizia la fase di autocritica, significa che di quei tempi si stanno perdendo pure le tracce. O no?

«Ma no, nessun revisionismo - risponde Lolli, oggi 50enne, marito, padre e professore allo Scientifico di Casalecchio - e nemmeno nessuna autocritica. Semmai, solo un po' di autoironia. Il disincanto ha colpito anche me, e allora lasciate che ora abbia qualche dubbio in più sul fatto che la borghesia un giorno sarà spazzata via...». 

Ci sarebbe da dire anche di quel "comunista" seguito nella nuova versione dalla preposizione "ex". «Badate, non dico "ex comunista", faccio solo seguire un "ex" alla definizione, qui col gusto di scherzarci su. Insomma, credo che lo spirito della canzone non sia cambiato affatto».

Di politica, oggi i testi delle canzoni di Lolli sono molto meno intrisi, quasi in sintonia coi tempi. Ma il cantautore-professore, che magari ha abbandonato una certa militanza artistica, non ha affatto mutato le sue profondissime convinzioni, più che mai radicate a sinistra della sinistra. Come si può ben capire sentendolo rispondere all'ultimo quiz della politica: Rutelli o Berlusconi? «Che dire, perda il peggiore».

di Giovanni Egidio