Queste le parole che Enrico de Angelis, l'attuale direttore
artistico del Club Tenco, rivolgeva all'immenso Amilcare Rambaldi negli anni 70:
"La
manifestazione non deve essere un Festival come gli altri, non
possiamo assolutamente accettare la presenza di artisti anche
abili e popolari ma commerciali…" (Enrico de
Angelis ad Amilcare Rambaldi - Fonte
Bielle)
Ci sembra
che queste parole siano state ampiamente dimenticate... Ha vinto il trasformismo,
il classico "piede in due scarpe", quel piede che da una parte ti fa proporre
ancora cantautori e convegni musical-culturali di altissimo livello, e questo
non si discute, e dall'altra ci infila in mezzo proprio quegli artisti
"abili e popolari, ma
commerciali", il tutto per qualche spettatore in più o tenere accesi i riflettori e le grazie dei media
sulla Rassegna Tenco. Si tratta di una politica intrapresa gradatamente da
moltissimi anni. Se andiamo a ben vedere i "cartelloni" del Tenco, si può notare
che già sul finire degli anni 80 la strada era quella. Se la nostalgia che
proviamo per il vecchio, incontaminato Club Tenco, antico baluardo di musica,
cultura, arte e poesia che trasudavano da una sinistra ancora sognante,
propositiva, fiera, combattiva e, probabilmente anche illusa, questo non ci deve
far assumere una posizione censoria spietata e anche ingiusta. Non soltanto il
Tenco ha dovuto fare i conti con "la restaurazione", cioè quel passo indietro,
più di uno, che ha via frantumato "le belle speranze" con cui gli anni 70
avevano inondato tutti i quartieri della società, del vivere e dello stare
"veramente" insieme.
Quindi,
nessuna colpa al Club Tenco, ma un cumulo di perplessità questo sì...
Sono uno tra quelli che hanno abbandonato
la Rassegna della Canzone d'Autore nei primissimi anni 90. Divampato il
fuoco del cantautorato, dopo almeno una decina di anni abbondanti a dir poco entusiasmanti, poi, lentamente, inesorabilmente, si avvertì la sensazione che...si
fosse spento qualcosa, forse tutto. Negli stessi saloni del teatro Ariston, da
qualche tempo, si
erano infiltrate pure scintillanti cravatte ed eleganti pellicce, e stanno
ancora lì....
Ogni merito ed elogio è già stato riconosciuto al Club
Tenco, acceso pure ogni tipo di incenso. Qui, oltre che perplessità, ci
permettiamo anche alcune critiche, magari drastiche, ma sono rivolte a qualcuno,
qualcosa....che si è amato molto per lunghi anni, e di cui non si è saputo poi
accettare di condividerne la strada e le scelte. Le prime perplessità mosse a
suo tempo furono dovute ad un certo sconfinamento
mondano (diciamo così) sull'onda del successo, e in merito all'invito rivolto ad alcuni artisti che con lo
spirito della canzone d'autore non hanno mai avuto niente a che spartire.
Noi, nostalgici impenitenti, preferiamo ricordare le
originarie figure dei compianti Antonella Bottazzi e Giorgio Lo Cascio,
poi Claudio Rocchi,
Gianni Siviero, Enzo Capuano, Paolo
Pietrangeli, Giorgio Laneve, Mauro Pelosi e tanti altri
dispersi o dimenticati lungo il percorso, tutti artisti che hanno rappresentato
molto per la nascita del Tenco. Ci si chiede cosa possano rappresentare i vari
Simone Cristicchi, Morgan, Irene Grandi, Enzo Jacchetti(!), Vasco Rossi, Carmen Consoli,
Jovanotti, Luca
Carboni, etc.. Quando li abbiamo visti in programma alla Rassegna,
in tanti abbiamo pensato che il Club Tenco si fosse gemellato col Festival di
Sanremo.... Il risultato di questo progressivo cambiamento di rotta da parte del
Club Tenco è stato proprio finire con l'aprire le porte, anzi a
spalancarle letteralmente, a quegli artisti"abili
e popolari ma commerciali", quindi
a tutto ciò che in un tempo lontano si
voleva ripudiare, tenendo lontana ogni forma di "contaminazione".
Ma, come già detto, per "non morire" bisognava aprire anche
quelle porte che in un passato ormai preistorico si intendeva lasciare chiuse.
Ma questo non ci impedisce, non ci nega il diritto di esserci rimasti
davvero male nell'assistere ad un cambiamento del genere... Piuttosto sono già leggenda
le prime Rassegne Tenco degli anni 70, quelle di
Amilcare Rambaldi, a metà tra un bellissimo sogno lontano ed un
rimpianto straziante.
In linea di massima, non si può
affermare che il Club Tenco sia propriamente cambiato, né che siano mai venute meno le
perseveranze di coloro che lo hanno tenuto in piedi fino ad oggi, sarebbe a
dire Enrico de Angelis, Antonio Silva, Sergio
Secondiano Sacchi, e
altri ancora, tutti amici di quella meravigliosa persona che fu Amilcare
Rambaldi. Lascia riflettere la recente diserzione di
Roberto Coggiola, un'altra delle figure storiche del Club Tenco...
No, non si può dire che il Tenco sia del tutto
cambiato, sono, semplicemente, mutati i tempi e si sono azzerate quasi tutte le spinte
sociali, politiche ed esistenziali da cui germogliò la "nuova canzone", e
che istigavamo la gente alla ricerca, anche spasmodica, di artisti che
avessero veramente qualcosa da dire. Ovviamente, tali energie e necessità
non esistono più a livello di massa, almeno da oltre vent'anni. Di conseguenza, è
cambiato pure il pubblico che presenzia alle serate della Rassegna, un
pubblico educato, formale, rispettoso, alcuni con tanto di abito da sera e
di biglietto prenotato per tempo. Ho già rimarcato la patetica
nostalgia per quelle primissime rassegne, quando la platea era composto da poche
centinaia di ragazzi "straccioni" con perline colorate e gonne
all'indiana..., e che ringraziavano il cielo che Amilcare Rambaldi
si fosse preso la briga di radunare a Sanremo tutta quella musica che loro
conoscevano già , una nuova canzone, appunto, intrisa di poesia, sogno,
ribellione e, soprattutto, plasmata da quasi tutta una generazione venuta
al mondo sulla "sponda sinistra del fiume"... Inutile negarlo, per diversi
anni il Club Tenco è stato una delle roccaforti più credibili di quella
sinistra e della sua fame di arte, poesia, musica e utopie.
La Rassegna Tenco ha proseguito
per la sua strada. Piano piano, lentamente venne il momento in
cui, per forza di cose, ha dovuto adeguarsi ai nuovi tempi ed
evitare il rischio di rimanere ghettizzata nei soliti
Enzo Capuano, Gianni Siviero, Ernesto Bassignano,
Giorgio Laneve, Paolo Pietrangeli, Giovanna Marini, Giorgio Lo Cascio,
Claudio Rocchi ed
altri. Alcuni cantautori delle antiche Rassegne Tenco sono stati tagliati
fuori in maniera netta e inesorabile. Comprensibile il fatto che il Tenco
non poteva certo assestarsi in una nicchia, in un "on the border" per
pochi intimi, pena la sparizione definitiva dalle scene. Legittimo e
sacrosanto, invece, fu il continuare a proporre ed assecondare il il nuovo,
in alcuni casi più presunto che
effettivo.
GIORGIO LANEVE - Video - Quando
devi cercare le parole (Un grande artista del Club Tenco Anni 70)
Lascia sbigottiti, però, la successiva rinuncia della Rassegna Tenco
pure a
Claudio Lolli,
che per tanti, più di quanti si possa pensare, è poi diventato il punto di
riferimento più significativo del cantautorato italiano degli anni
70. Non sono opinioni di chi scrive, basta fare in giretto per il web, ed
è presto dimostrato....
Le scelta di queste "politiche epurative"
supponiamo siano state fatte proprio per "restare a galla", prendendo ad
invitare su quel palcoscenico altri artisti, alcuni molto validi, e altri
che sicuramente non valevano quel folto drappello di Cantautori con cui il
Club Tenco si era affacciato al mondo.. Per non finire nell'oblio,
bisognava tagliare dei fili. Guarda caso, vennero fatti fuori proprio
quelli cui a valori artistici e di sinistra decisamente assoluti, non
corrispondeva però un successo di massa e di vendite discografiche
altisonanti. Quindi, i meno vendibili, magari anche
meno riverenti e ossequiosi ma coerenti fin o in fondo con quello spirito
di sinistra che andava sgretolandosi, vennero sbalzati via da
una logica che a quel punto era diventata di mercato. E fu proprio lì che il
Club Tenco cominciò a smarrire la propria leggenda e il valore simbolico
che aveva assunto per tantissima gente... Nel contempo, forse proprio
grazie a queste mosse osservate con delusione da impenitenti e magari
anche ottusi nostalgici, avvenne che Il Club Tenco consolidò il proprio
successo, l'attenzione dei giornali, della telvisone, etc... Missione
compiuta...
Possiamo solo
stabilire, al buio, alcune supposizioni che non vogliono essere illazioni nè
possono essere fondate su dati di fatto. Così, per sensazione....,
l'impressione è che il pallino del gioco (perdonate questa espressione)
sia sfuggito presto da dai pensieri e dalle mani di Amilcare Rambaldi,
andando a depositarsi in quelle di coloro che lo affiancavano, alcuni
addirittura arrivati dopo. La sensazione è che alcune persone abbiano
infine deciso che gran parte dei cantautori storici con cui il Tenco venne
al mondo, figure come Gianni Siviero e Claudio Lolli (tanto per
citare due tra più spigolosi, meno malleabili e, guarda caso,
più coerenti), alla Rassegna Tenco non dovessero mettere più piede o quasi,
così come altri "poco spendibili" in prospettiva futura.
Si potrebbe obiettare che le canzoni di denuncia
sociale di un Gianni Siviero già agli inizi degli anni 80 non non avrebbero
più riscosso molta attenzione, eppure
per tanti sarebbe stato molto più utile, bello e umano sentirlo cantare ancora di "Quando discende la notte sui tetti sperduti qui in periferia, ti puoi
illudere ancora di avere una strada ed un posto tutto per te...",
piuttosto che ingoiare
attualmente un Morgan che sembra più idoneo a far colonne sonore per
l'isola dei famosi, che a cantare sul glorioso palcoscenico del Club Tenco....
Proprio Morgan è il caso più emblematico di quella
che ad alcuni è parsa una svendita della propria identità da parte del
Tenco. Che sia un bravo musicista non si discute, ma di quelli ne è pieno
il mondo. Morgan è l'esatto prototipo dell'artista "abile ma commerciale":
funambolo, quando non fenomeno da baraccone o di piazzate televisive di
quell'oscena trasmissione chiamata xfactor, propone al mondo il suo look
che sembra uscito da un sarcofago del niente. Sta alla canzone d'Autore
come Orietta Berti starebbe alla musica classica... Ovviamente è un
personaggio di successo, capace di attirare alla rassegna Tenco tanti
spettatori in più, quanto dieci Giovanna Marini
non riuscirebbero a fare... Ma la cosa più drammatica è che Morgan, visto
nel suo insieme, sembra trasmettere al mondo valori
di destra, non certo di sinistra, così come quasi tutti quegli
artisti come lui, "abili ma commerciali",
presi a prestito dal Festival di Sanremo. Se in nome del successo - e di
tutti i tornaconti ad esso connessi - bisognava arrivare a contaminazioni
del genere, le scelte del Tenco vanno rispettate, ma col diritto da parte
di chiunque di non condividerle e disertare la Rassegna, ormai non più
concepibile neppure come sbiadito punto di riferimento di una sinistra
rasa al suolo.
Ovviamente, sono rispettabili le opinioni di
chi la pensa diversamente, ma sarebbe sufficiente fare una capatina nei
social forum musicali, su facebook, ect..., per rendersi conto di persona
quanto la delusione che circola da tempo attorno al Club Tenco sia
piuttosto consistente. Al momento, la nomenclatura del Tenco può anche
infischiarsene di questo disamore..., gli sarà sufficiente invitare i
tanti Morgan che vi sono in circolazione per garantirsi comunque il solito
pienone al Teatro Ariston. Gli ex
innamorati del Tenco possono comodamente essere sostituiti da nugoli di
massaie che guardano xfactor, e che alla fine del programma si dedicano al
Grande Fratello..., da eserciti di ragazzine e ragazzini compatti nei loro
inesistenti valori di vita, magari speranzosi che in
quella serata al Tenco il pizzetto di Morgan sia sufficientemente tremolante...
Probabilmente la Rassegna Tenco non aveva altra via
per non morire suicida in una nicchia per pochi, magari tutti di sinistra,
e tutti perdenti in seno alla realtà attuale. Ma la scelta di aver
trascurato e non preservato a sufficienza tanti, troppi artisti che
costituivano il passato, la memoria storica della Canzone d'Autore
Italiana, ci sembra una "distrazione", chiamiamola pure decisione,
che a tanti è parsa imperdonabile.
Inutile fare gli idealisti, chiniamo la testa
di fronte a questa realtà che ha fatto in modo che il Club Tenco abbia smesso da un pezzo di rappresentare ciò
che sentiamo, che siamo e siamo stati, e tutte le cose che avremmo voluto
ascoltare ancora...
Il passaggio dalla perplessità ad una cocente
delusione è stato comunque lungo e anche doloroso.
Se la presenza di tanti artisti che, a nostro avviso,
nulla avevano a che spartire con l'energia originaria del Club Tenco, è stato il dazio da
pagare perchè la Rassegna potesse restare sulla cresta dell'onda e per
accontentare un pubblico in pelliccia con sotto l'abito da sera, o in
giacca e cravatta..., oppure semplicemente perchè si potessero vendere i
biglietti d'ingresso....., bene. Come già affermato, le scelte del Club vanno rispettate, così
come quelle di coloro che hanno deciso di non tornare più da quelle
parti....., anche per non vedere un Jovanotti in cartellone negli
anni 90 e, nel 2008, addirittura candidato al premio di miglior
album dell'anno. Cosa ha mai fatto costui per la canzone d'autore
italiana..., oltre che "rappeggiare" e cantare al mondo "oh mamma, guarda
come mi diverto..?" Mah......
Certo, ci sarebbe piaciuto in tutti questi anni
vedere almeno una volta alla Rassegna Tenco, magari riuniti tutti insieme
e in una serata dedicata interamente
a loro, i diversi artisti dimenticati dal Club, ma che per la
canzone d'autore italiana hanno fatto e dato tanto: Gianni
Siviero, Enzo Capuano, Mauro Pelosi, Emilio Locurcio,
Claudio Lolli,
Giorgio Laneve, Paolo Pietrangeli, Claudio Rocchi, Ernesto Bassignano,
e altri ancora... Sì, qualche sporadica, successiva
apparizione c'è stata, però è sembrata quasi come "per grazia ricevuta". Certo ci sarebbe piaciuto, oltre che a ritenerlo
fondamentalmente giusto. Magari si vendevano meno biglietti..., ma in sala si
sarebbe percepito l'amore di un tempo....., e sarebbero ritornati in
platea tutti quelli che una volta erano "ragazze e ragazzi straccioni" che
coltivavano un sogno...
Ma di sogni, ideali, utopie, ribellioni...non si
campa, soprattutto da parte di chi, una volta assaporato il successo deve
poi giungere a qualche compromesso per mantenerlo. Il Club Tenco, in
fondo, questi compromessi ha saputo gestirli assai bene. L'onda idealista
degli anni 70 si è ben presto ritirata da ogni spiaggia, su cui sono
infine rimasti i resti, gli scheletri, le carcasse di tutti quei sogni. Se
negli anni 70 gente come Morgan o Simone Cristicchi (ma se ne potrebbero
citare tanti altri) si fossero affacciati alla Rassegna Tenco, non abbiamo
alcun pudore a sostenere che il pubblico di allora li avrebbe cacciati dal
palco nel giro di cinque minuti.
Non si poteva pretendere dal Club Tenco che
rimanesse uguale a se stesso, ma neppure si poteva intuire che una gran
pare degli artisti che invitano da anni e anni siano gli stessi che poi
ritroviamo al Festival di Sanremo.
Non possono essere considerati tra i dimenticati,
invece, artisti come Giorgio Lo Cascio e Antonella Bottazzi, scomparsi
prematuramente. C'è da supporre, però, che anche loro, in vita,
sarebbero entrati nel novero nel di quelli che al Tenco
degli ultimi venticinque anni avremmo rivisto poco o per niente... Di sicuro anche
Antonella e Giorgio non avrebbero mai potuto
ingrassare alcuna casa discografica. Per fortuna, a ricordare Giorgio lo Cascio, ci hanno pensato gli organizzatori di una manifestazione
intitolata a suo nome e che da alcuni anni si svolge a S. Andrea dello
Ionio, che non mi pare proprio sia in provincia di Imperia.....
In un intervista del 1998 - tre anni prima della sua
morte - Giogio Lo Cascio diceva:
La canzone d'autore che a noi piace (... )
è nata soprattutto negli anni Settanta perché quello era un momento di
grandissima tensione. E' stato forse il momento centrale dei rinnovamenti
culturali, tutte quelle trasformazioni che erano in atto per cui c'era
anche la necessità di fare delle cose nuove, di esprimere contenuti nuovi,
di travolgere le consuetudini...
Una lunga intervista
che Giorgio concludeva così:
Però, bisognerà che capiti qualche cosa perché io mi rimetta a fare
dischi....
Cantautori come Giorgio
Lo Cascio, e altri nominati in questa pagina, andavano tenuti
stretti dal Club Tenco, a dispetto di ogni cambiamento, contro tutto,
tutti e ogni cosa, e non barattati con i vari Jovanotti, Luca Carboni,
Carmen Consoli, Morgan
e bande collaterali... Certo, costoro rappresentano l'attualità e il
presente, con la gente che fa la fila
ai botteghini, là dove a vendere e staccare i biglietti c'è solo l'ombra,
il fantasma di ciò che fu il vero Club Tenco....
Nulla vogliamo togliere ai meriti della Rassegna
Tenco che è gia un mito generazionale, più nei ricordi che nell'effettivo
presente, limitandoci ad esprimere i contorni del disamore, legato ad un addio già
consumato a suo tempo.
C'era una volta il Club Tenco di Amilcare Rambaldi,
dei suoi amici che lo affiancavano nell'organizzare le serate Rassegna
della Canzone d'Autore, di un pubblico composto da sognatori e rivoltosi,
tutti Zingari Felici, con Amilcare in testa. Qualcuno se n'è poi
dimenticato, anche dietro le quinte del Tenco....
Volente o nolente, il Club Tenco degli anni 70 era
diventato per tanti un punto di riferimento poetico, culturale, musicale,
esistenziale e di lotta al potere per tanta gente.
Oggi come oggi, se sotto allo storico
logo del Tenco permetti di cantare o esibirsi a gente come Morgan, Jovanotti, Luca
Carboni, Enzo Jacchetti, Vasco Rossi, Carmen Consoli, etc..., con
la giusta e fondata ragione che "il mondo oggi vuole questo", allora si cerchi
di capire anche lealtrettanto "giuste e fondate ragioni" di chi in questo
cambiamento è arrivato a vedere il camerino, l'anticamera, lo spogliatoio del Festival di
Sanremo.
D'accordo che sarebbe insopportabile
vedere la platea semideserta, ad affidarsi solo ai vari Baustelle, Petra
Magoni, Carlo Fava, Pietra Montecorvino, etc.. (comunque tutti bravi e
degni di nota, sia ben chiaro) , e che qualche nome in
grado di attirare un mare di persone che pagassero il biglietto
bisognava pur trovarlo.... D'accordo che a far da richiamo non bastavano
più i grandi presenzialisti, oltre che grandi amici,
Roberto Vecchioni e Francesco Guccini. D'accordo. D'accordo su tutto..., ma alcuni
nomi che sono stati invitati al Tenco da tanti anni a questa parte, ci
sono sembrati un'autentica profanazione...., gente che a Novembre te
la ritrovi alla Rassegna Tenco, e a Marzo al Festival di Sanremo. Il
tutto, mentre ci si è dimenticati
costantemente di tutelare una maggior presenza di altri Cantautori che
hanno fatto la storia e la leggenda del Club Tenco, abbandonati al loro
destino, non si sa bene se perchè troppo scomodi o ormai
inservibili. Grandi artisti che erano l'ultimo baluardo musicale-culturale
rimasto per arginare le orde berlusconiane e quelle dei guardoni del
grande fratello, oltre che uno dei pochi appigli utili a far barricate
contro tanta canzone-spazzatura che ci sommerge da tutte le parti.
In fondo è soltanto questo che fa male, non certo il
forse inevitabile trasformismo cui si è sottoposto il Club Tenco. Fa male
non aver visto maggiormente difesi e protetti tanti artisti che, a pieno
diritto, dovevano costituire la memoria storica del Tenco e di tanti noi,
straccioni e sognatori impenitenti degli anni 70. Ne sono stati
privilegiati pochissimi, e tutti gli altri abbandonati come cani randagi
sulla strada. come se non fossero mai esistiti.
"Chi non ha memoria non ha
futuro", e un futuro nelle mani di gente come Morgan e altri del genere
non diventerà mai un passato leggendario per il Tenco, ma un qualcosa che nessuno
ricorderà. La sola preoccupazione rimasta sembra soltanto quella di
riempire la platea, tenere alta l'attenzione dei media,
intanto cercando di salvaguardare l'antica facciata con situazioni
musicali e culturali sicuramente di notevole spessore. Dal film "la
via di mezzo è sempre la migliore..."
Questo tentare di stare in equilibrio ne ha fatti
fuggire molti dalla Rassegna Tenco. Non c'è problema, per alcuni che se ne
vanno ve ne saranno altrettanti che arrivano, che magari neppure sapranno mai chi
era Amilcare Rambaldi e
quanto di sognante, utopistico e rivoluzionario ha rappresentato il
Club Tenco per molta gente...
E mentre il Club Tenco ci propone Morgan e
altri del genere, terrorizzati ci chiediamo:
A quando un invito o una Targa Tenco pure a Laura Pausini...?
ADDIO CLUBTENCO, SEI
STATO UN SOGNO ANTICO E BELLISSIMO ORMAI SVANITO, UN GRANDE AMORE FINITO,
SEMPLICEMENTE PERCHE':
CHI NON HA MEMORIA
NON HA FUTURO, NON NEL NOSTRO CUORE...