Vinile memorie musica canzoni audio video anni 70
 
HOME

 

Vinile e Rarità Audio

NOSTALGICO VINILE MENU

 

Vi racconto di

Claudio Lolli
 
Lettera aperta a Claudio Lolli
 
Il Club Tenco e Claudio Lolli, antenati e discendenti
 
Amilcare Rambaldi e il suo Club Tenco
 
Radio Stereo 103 Sanremo negli anni 70
 
PAGINE PERSONALI
Claudio Rocchi
 
Gianni Siviero
 
Bob Dylan
 
Mike Oldfield
 
Tom Waits
 

 Uriah Heep

 
Servizi ed Utility
Risparmio e Convenienza
 

Restauro Vinile e Musicassette

 

Calendari e Dvd Personalizzati

 

Guadagnare e divertirsi in Rete

 

Viaggi Lastminute

 

Video

Eventualmente

 

Vi presento Malinconicoblues
 
Player multivideo Youtube

 

LINK & BANNER

 

Mappa del sito

 

 

Amilcare Rambaldi e il suo Club Tenco Nostalgie Rassegna Tenco anni 70 I dimenticati dal Club Tenco

I DIMENTICATI DAL CLUB TENCO

Ormai siamo soli nel mezzo del mondo,

qualcosa divide la gente da noi... (Luigi Tenco)

 

Queste le parole che Enrico de Angelis, l'attuale grande capo del Club Tenco, rivolgeva all'immenso Amilcare Rambaldi negli anni 70:"

"La manifestazione non deve essere un Festival come gli altri, non possiamo assolutamente accettare la presenza di artisti anche abili e popolari ma commerciali…" (Enrico de Angelis ad Amilcare Rambaldi - Fonte Bielle)

Ci sembra che queste parole siano state ampiamente dimenticate... Ha vinto il trasformismo, il classico "piede in due scarpe", quel piede che da una parte ti fa proporre ancora cantautori e convegni musical-culturali di altissimo livello, e questo non si discute, e dall'altra ci infila in mezzo proprio quegli artisti "abili ma commerciali", il tutto per tenere accesi i riflettori e le grazie dei media sulla Rassegna Tenco. Dire che siamo perplessi, è dire poco...

 

Sono uno tra quelli che hanno abbandonato la rassegna della Canzone d'Autore nei primissimi anni 90. Divampato il fuoco del cantautorato, dopo almeno una decina di anni abbondanti a dir poco entusiasmanti, poi, lentamente, inesorabilmente,  si avvertì la sensazione che...si fosse spento qualcosa, forse tutto. Negli stessi saloni del teatro Ariston, da qualche tempo, si erano infiltrate pure scintillanti cravatte ed eleganti pellicce, e stanno ancora lì....

Ogni merito ed elogio è già stato riconosciuto al Club Tenco, acceso pure ogni tipo di incenso.  Qui ci permettiamo alcune critiche, anche drastiche, ma sono rivolte a qualcuno, qualcosa....che si è amato molto per lunghi anni, e di cui non si è saputo poi accettare di condividerne la strada e le scelte. Le prime perplessità mosse a suo tempo furono dovute ad un certo sconfinamento mondano (diciamo così) sull'onda del successo, e in merito all'invito rivolto ad  alcuni artisti che con lo spirito della canzone d'autore non hanno mai avuto niente a che spartire.

Noi, nostalgici impenitenti, preferiamo ricordare le originarie figure dei compianti Antonella Bottazzi e Giorgio Lo Cascio,  poi Claudio Rocchi, Gianni Siviero, Enzo Capuano, Giorgio Laneve, Mauro Pelosi e tanti altri dispersi o dimenticati lungo il percorso, tutti artisti che hanno rappresentato molto per la nascita del Tenco. Ci si chiede cosa possano rappresentare i vari Simone Cristicchi, Morgan, Irene Grandi, Enzo Jacchetti(!), Vasco Rossi, Carmen Consoli, Jovanotti, Luca Carboni, etc.. Quando li abbiamo visti in programma alla Rassegna, in tanti abbiamo pensato che il Club Tenco si fosse gemellato col Festival di Sanremo.....

Costoro non rappresenteranno mai niente nell'anima del Tenco e nel ricordo di chi lo ha visto nascere.... Piuttosto sono già leggenda le prime Rassegne degli anni 70, quelle di Amilcare Rambaldi, a metà tra un bellissimo sogno lontano ed un rimpianto straziante.

 

In linea di massima, non si può affermare che il Club Tenco sia propriamente cambiato, né che siano mai venute meno le perseveranze di coloro che lo hanno tenuto in piedi fino ad oggi, sarebbe a dire Enrico de Angelis, Antonio Silva, Sergio Secondiano Sacchi, e altri ancora, tutti amici di quella meravigliosa persona che fu Amilcare Rambaldi. Lascia riflettere la recente diserzione di Roberto Coggiola, un'altra delle figure storiche del Club Tenco...

No, non si può dire che il Tenco sia del tutto cambiato, sono, semplicemente, mutati i tempi e si sono azzerate quasi tutte le spinte sociali, politiche ed esistenziali da cui germogliò la "nuova canzone", e che istigavamo la gente alla ricerca, anche spasmodica, di artisti che avessero veramente qualcosa da dire. Ovviamente, tali energie e necessità non esistono più, almeno da oltre vent'anni.  Di conseguenza, è cambiato pure il pubblico che presenzia alle serate della Rassegna, un pubblico educato, formale, rispettoso, alcuni con tanto di abito da sera e di biglietto prenotato per tempo. Ho già rimarcato  la patetica nostalgia per quelle primissime rassegne, quando la platea era composto da poche centinaia di ragazzi "straccioni" con perline colorate e gonne all'indiana..., e che ringraziavano il cielo che Amilcare Rambaldi si fosse preso la briga di radunare a Sanremo tutta quella musica che loro conoscevano già , una nuova canzone, appunto, intrisa di poesia, sogno e ribellione.....

La Rassegna Tenco ha proseguito per la sua strada. Piano piano, lentamente venne il momento in cui,  per forza di cose, ha dovuto adeguarsi ai nuovi tempi ed evitare  il rischio di rimanere ghettizzata nei soliti Enzo Capuano, Gianni Siviero, Ernesto Bassignano, Giorgio Laneve, Giovanna Marini, Giorgio Lo Cascio, Claudio Rocchi ed altri. Alcuni cantautori delle antiche Rassegne Tenco sono stati tagliati fuori in maniera netta e inesorabile. Comprensibile il fatto che il Tenco non poteva certo assestarsi in una nicchia, in un "on the border" per pochi intimi, pena la sparizione definitiva dalle scene. Legittimo e sacrosanto, invece, fu il continuare a proporre ed assecondare il il nuovo, in alcuni casi più presunto che effettivo.

GIORGIO LANEVE - Video - Quando devi cercare le parole (Un grande artista del Club Tenco Anni 70)

Lascia sbigottiti la successiva rinuncia della Rassegna Tenco pure a Claudio Lolli,  che per tanti, più di quanti si possa pensare, è poi diventato il punto di riferimento più  significativo del cantautorato italiano degli anni 70. Non sono opinioni di chi scrive, basta fare in giretto per il web, ed è presto dimostrato....

Le scelta di queste "politiche epurative" non sappiamo da chi e con quali criteri siano state fatte. Possiamo solo stabilire, al buio, alcune supposizioni che non vogliono essere illazioni nè possono essere fondate su dati di fatto. Così, per sensazione...., l'impressione è che il pallino del gioco (perdonate questa espressione) sia sfuggito presto da dai pensieri e dalle mani di Amilcare Rambaldi, andando a depositarsi in quelle di coloro che lo affiancavano, alcuni addirittura arrivati...dopo. La sensazione è che alcune persone abbiano infine deciso che gran parte dei cantautori storici con cui il Tenco venne al mondo, figure come Gianni Siviero e Claudio Lolli (tanto per citare  due tra più spigolosi,  meno malleabili e, guarda caso, più coerenti) alla Rassegna Tenco non dovessero mettere più piede o quasi...

Si potrebbe obiettare che le canzoni di denuncia sociale di un Gianni Siviero già agli inizi degli anni 80 non non avrebbero più riscosso molta attenzione, eppure per tanti sarebbe stato molto più utile, bello e umano sentirlo cantare ancora di "Quando discende la notte sui tetti sperduti qui in periferia, ti puoi illudere ancora di avere una strada ed un posto tutto per te...", piuttosto che ingoiare attualmente un Morgan che sembra più idoneo a far colonne sonore per l'isola dei famosi, piuttosto che a cantare sul glorioso palcoscenico del Club Tenco.... Ovviamente sono opinioni prettamente personali, anche discutibili, di chi scrive, ma rispettabili come quelle di chi la pensa diversamente. E' un dato di fatto, la Rassegna Tenco ha scelto da diversi anni di dare spazio ad artisti commerciali, ma comunque di richiamo, così.., forse per non morire in una nicchia per pochi....  Quando il successo ti ghermisce, poi diventa difficile rinunciarvi, te lo tieni stretto anche a costo di svendere un po' della tua anima. Inutile fare gli idealisti..

 

Siamo comunque perplessi..., anzi lo siamo stati, visto che il Club Tenco ha smesso da un pezzo di rappresentare ciò che sentiamo, che siamo e siamo stati, e tutte le cose che avremmo voluto ascoltare ancora...

Se la presenza di tanti artisti che, a nostro avviso, nulla avevano a che spartire con l'energia originaria del Club Tenco,  è stato il dazio da pagare perchè la Rassegna potesse restare sulla cresta dell'onda e per accontentare un pubblico in pelliccia con sotto l'abito da sera, o in giacca e cravatta..., oppure semplicemente perchè si potessero vendere i biglietti d'ingresso....., bene. Le scelte del Club vanno rispettate, così come quelle di coloro che hanno deciso di non tornare più da quelle parti....., anche per non vedere un  Jovanotti in cartellone negli anni 90 e, nel 2008, addirittura candidato al premio di miglior album dell'anno. Cosa ha mai fatto costui per la canzone d'autore italiana..., oltre che "rappeggiare" e cantare al mondo "oh mamma, guarda come mi diverto..?" Mah......

Certo, ci sarebbe piaciuto in tutti questi anni vedere almeno una volta alla Rassegna Tenco, magari riuniti tutti insieme e in una serata dedicata interamente a loro, i diversi artisti  dimenticati dal Club, ma che per la canzone d'autore italiana hanno fatto e dato tanto: Gianni Siviero, Enzo Capuano, Mauro Pelosi, Emilio Locurcio, Claudio Lolli, Giorgio Laneve, Claudio Rocchi, Ernesto Bassignano, altri ancora... Sì, qualche sporadica apparizione  c'è stata,  sembrata però quasi come "per grazia ricevuta". Certo ci sarebbe piaciuto, oltre che a ritenerlo fondamentalmente giusto. Magari si vendevano meno biglietti..., ma in sala si sarebbe percepito l'amore di un tempo....., e sarebbero ritornati in platea tutti quelli che una volta erano "ragazze e ragazzi straccioni" che coltivavano un sogno...

Non possono essere considerati tra i dimenticati, invece, artisti come Giorgio Lo Cascio e Antonella Bottazzi, scomparsi prematuramente. C'è da supporre, però, che anche loro, in vita,  sarebbero entrati nel novero  nel  di quelli che al Tenco degli ultimi venticinque anni avremmo rivisto poco o per niente... Di sicuro anche Antonella e Giorgio non avrebbero mai potuto ingrassare alcuna casa discografica. Per fortuna, a ricordare Giorgio lo Cascio, ci hanno pensato gli organizzatori di una manifestazione intitolata a suo nome e che da alcuni anni si svolge a S. Andrea dello Ionio, che non mi pare proprio sia in provincia di Imperia.....

In un intervista del 1998 - tre anni prima della sua morte - Giogio Lo Cascio diceva:

La canzone d'autore che a noi piace (... ) è nata soprattutto negli anni Settanta perché quello era un momento di grandissima tensione. E' stato forse il momento centrale dei rinnovamenti culturali, tutte quelle trasformazioni che erano in atto per cui c'era anche la necessità di fare delle cose nuove, di esprimere contenuti nuovi, di travolgere le consuetudini...

Una lunga intervista che Giorgio concludeva così:

Però, bisognerà che capiti qualche cosa perché io mi rimetta a fare dischi....

Cantautori come Giorgio Lo Cascio,  e altri nominati in questa pagina, andavano tenuti stretti dal Club Tenco, a dispetto di ogni cambiamento, contro tutto, tutti e ogni cosa, e non barattati con i vari Jovanotti, Luca Carboni, Carmen Consoli e bande collaterali... Certo, costoro rappresentano l'attualità e il presente, con nugoli di ragazzini e gente in abito da sera che fa la fila ai botteghini, là dove a vendere e staccare i biglietti c'è solo l'ombra, il fantasma di ciò che fu il vero Club Tenco....

Nulla vogliamo togliere ai meriti della Rassegna Tenco che è gia un mito generazionale, più nei ricordi che nell'effettivo presente, limitandoci ad esprimere i contorni del disamore e alcune perplessità ,  legati ad un addio già consumato a suo tempo.

C'era una volta il Club Tenco di Amilcare Rambaldi, dei suoi amici che lo affiancavano nell'organizzare le serate Rassegna della Canzone d'Autore, di un pubblico composto da sognatori e rivoltosi, tutti Zingari Felici, con Amilcare in testa.  Qualcuno se n'è poi dimenticato, anche dietro le quinte del Tenco....

Volente o nolente, il Club Tenco degli anni 70 era diventato per tanti un punto di riferimento poetico, culturale, musicale, esistenziale e di lotta al potere per tanta gente.  Oggi come oggi, se sotto allo storico logo del Tenco permetti di cantare o esibirsi a gente come Morgan (il giurato di X Factor, giusto quello può fare...), Jovanotti, Luca Carboni, Enzo Jacchetti, Vasco Rossi, Carmen Consoli, etc..., vuol dire che non sei più niente di tutto questo, ma che hai scelto di diventare solo l'anticamera, lo spogliatoio, il camerino del Festival di Sanremo.. D'accordo che sarebbe insopportabile vedere la platea semideserta, ad affidarsi solo ai vari Baustelle, Petra Magoni, Carlo Fava, Pietra Montecorvino (comunque tutti bravi) etc..., e che qualche nome in grado di attirare un mare di persone che pagassero il biglietto  bisognava pur trovarlo....

 D'accordo che a far da richiamo non bastavano più i grandi presenzialisti, oltre che grandi amici,  Roberto Vecchioni e Francesco Guccini. D'accordo. D'accordo su tutto..., ma alcuni nomi che sono stati invitati al Tenco da tanti anni a questa parte, ci sono sembrati un'autentica profanazione...., gente che a Novembre te la ritrovi alla Rassegna Tenco, e a Marzo al Festival di Sanremo. Il tutto,  mentre ci si dimenticava costantemente di tutelare una maggior presenza di altri Cantautori che hanno fatto la storia e la leggenda del Club Tenco, abbandonati al loro destino, non si sa bene se perchè troppo scomodi o ormai inservibili. Grandi artisti che erano l'ultimo baluardo musicale-culturale rimasto per arginare le orde berlusconiane e quelle dei guardoni del grande fratello, oltre che uno dei pochi appigli utili a far barricate contro tanta canzone-spazzatura che ci sommerge da tutte le parti.

In fondo è soltanto questo che fa male, non certo il forse inevitabile trasformismo cui si è sottoposto il Club Tenco. Fa male non aver visto maggiormente tutelati e protetti tanti artisti che, a pieno diritto, dovevano costituire la memoria storica del Tenco e di tanti noi, straccioni e sognatori impenitenti degli anni 70. Ne sono stati privilegiati pochissimi, e tutti gli altri abbandonati come cani randagi sulla strada. come se non fossero mai esistiti "Chi non ha memoria non ha futuro", e un futuro nelle mani di gente come Morgan e altri del genere non diventerà mai un passato leggendario ma un qualcosa che nessuno ricorderà... E se la sola preoccupazione rimasta sembra soltanto quella di vendere i biglietti di ingresso, tenere alta l'attenzione dei media, intanto cercando di salvaguardare l'antica facciata con  incursioni anche notevoli e degne di nota del "diverso, bene.

Questo tentare di stare in equilibrio ne ha fatti fuggire molti dalla Rassegna Tenco. Non c'è problema, per alcuni che se ne vanno ve ne saranno altrettanti che arrivano, e neppure sapranno mai chi era Amilcare Rambaldi e quanto di sognante, utopistico e rivoluzionario  ha rappresentato il Club Tenco per molta gente...

E mentre il Club Tenco ci rifila  Morgan e simili, noi ci chiediamo:

A quando un invito o una Targa Tenco pure a Laura Pausini...?

ADDIO CLUB TENCO, SEI STATO UN SOGNO ANTICO E BELLISSIMO, ORMAI SVANITO...

 

 

 

Nostalgia Club Tenco anni 70

Hanno rappresentato un'epoca, ma lo stesso il Club Tenco li ha poi ignorati e messi in disparte:

 Claudio Lolli  -  Gianni Siviero  - Claudio Rocchi

(Malinconicoblues)