Queste le parole che Enrico de Angelis, l'attuale grande
capo del Club Tenco, rivolgeva all'immenso Amilcare Rambaldi negli anni 70:"
"La
manifestazione non deve essere un Festival come gli altri, non
possiamo assolutamente accettare la presenza di artisti anche
abili e popolari ma commerciali…" (Enrico de
Angelis ad Amilcare Rambaldi - Fonte
Bielle)
Ci sembra
che queste parole siano state ampiamente dimenticate... Ha vinto il trasformismo,
il classico "piede in due scarpe", quel piede che da una parte ti fa proporre
ancora cantautori e convegni musical-culturali di altissimo livello, e questo
non si discute, e dall'altra ci infila in mezzo proprio quegli artisti "abili ma
commerciali", il tutto per tenere accesi i riflettori e le grazie dei media
sulla Rassegna Tenco. Dire che siamo perplessi, è dire poco...
Sono uno tra quelli che hanno abbandonato
la rassegna della Canzone d'Autore nei primissimi anni 90. Divampato il
fuoco del cantautorato, dopo almeno una decina di anni abbondanti a dir poco entusiasmanti, poi, lentamente, inesorabilmente, si avvertì la sensazione che...si
fosse spento qualcosa, forse tutto. Negli stessi saloni del teatro Ariston, da
qualche tempo, si
erano infiltrate pure scintillanti cravatte ed eleganti pellicce, e stanno
ancora lì....
Ogni merito ed elogio è già stato riconosciuto al Club
Tenco, acceso pure ogni tipo di incenso. Qui ci
permettiamo alcune critiche, anche drastiche, ma sono rivolte a qualcuno,
qualcosa....che si è amato molto per lunghi anni, e di cui non si è saputo poi
accettare di condividerne la strada e le scelte. Le prime perplessità mosse a
suo tempo furono dovute ad un certo sconfinamento
mondano (diciamo così) sull'onda del successo, e in merito all'invito rivolto ad alcuni artisti che con lo
spirito della canzone d'autore non hanno mai avuto niente a che spartire.
Noi, nostalgici impenitenti, preferiamo ricordare le
originarie figure dei compianti Antonella Bottazzi e Giorgio Lo Cascio,
poi Claudio Rocchi,
Gianni Siviero, Enzo Capuano, Giorgio Laneve, Mauro Pelosi e tanti altri
dispersi o dimenticati lungo il percorso, tutti artisti che hanno rappresentato
molto per la nascita del Tenco. Ci si chiede cosa possano rappresentare i vari
Simone Cristicchi, Morgan, Irene Grandi, Enzo Jacchetti(!), Vasco Rossi, Carmen Consoli,
Jovanotti, Luca
Carboni, etc.. Quando li abbiamo visti in programma alla Rassegna,
in tanti abbiamo pensato che il Club Tenco si fosse gemellato col Festival di
Sanremo.....
Costoro non rappresenteranno mai niente nell'anima del
Tenco e nel ricordo di chi lo ha visto nascere.... Piuttosto sono già leggenda
le prime Rassegne degli anni 70, quelle di
Amilcare Rambaldi, a metà tra un bellissimo sogno lontano ed un
rimpianto straziante.
In linea di massima, non si può
affermare che il Club Tenco sia propriamente cambiato, né che siano mai venute meno le
perseveranze di coloro che lo hanno tenuto in piedi fino ad oggi, sarebbe a
dire Enrico de Angelis, Antonio Silva, Sergio
Secondiano Sacchi, e
altri ancora, tutti amici di quella meravigliosa persona che fu Amilcare
Rambaldi. Lascia riflettere la recente diserzione di
Roberto Coggiola, un'altra delle figure storiche del Club Tenco...
No, non si può dire che il Tenco sia del tutto
cambiato, sono, semplicemente, mutati i tempi e si sono azzerate quasi tutte le spinte
sociali, politiche ed esistenziali da cui germogliò la "nuova canzone", e
che istigavamo la gente alla ricerca, anche spasmodica, di artisti che
avessero veramente qualcosa da dire. Ovviamente, tali energie e necessità
non esistono più, almeno da oltre vent'anni. Di conseguenza, è
cambiato pure il pubblico che presenzia alle serate della Rassegna, un
pubblico educato, formale, rispettoso, alcuni con tanto di abito da sera e
di biglietto prenotato per tempo. Ho già rimarcato la patetica
nostalgia per quelle primissime rassegne, quando la platea era composto da poche
centinaia di ragazzi "straccioni" con perline colorate e gonne
all'indiana..., e che ringraziavano il cielo che Amilcare Rambaldi si
fosse preso la briga di radunare a Sanremo tutta quella musica che loro
conoscevano già , una nuova canzone, appunto, intrisa di poesia, sogno e
ribellione.....
La Rassegna Tenco ha proseguito
per la sua strada. Piano piano, lentamente venne il momento in
cui, per forza di cose, ha dovuto adeguarsi ai nuovi tempi ed
evitare il rischio di rimanere ghettizzata nei soliti
Enzo Capuano, Gianni Siviero, Ernesto Bassignano,
Giorgio Laneve, Giovanna Marini, Giorgio Lo Cascio,
Claudio Rocchi ed
altri. Alcuni cantautori delle antiche Rassegne Tenco sono stati tagliati
fuori in maniera netta e inesorabile. Comprensibile il fatto che il Tenco
non poteva certo assestarsi in una nicchia, in un "on the border" per
pochi intimi, pena la sparizione definitiva dalle scene. Legittimo e
sacrosanto, invece, fu il continuare a proporre ed assecondare il il nuovo,
in alcuni casi più presunto che
effettivo.
GIORGIO LANEVE - Video - Quando
devi cercare le parole (Un grande artista del Club Tenco Anni 70)
Lascia sbigottiti la successiva rinuncia della Rassegna Tenco
pure a
Claudio Lolli,
che per tanti, più di quanti si possa pensare, è poi diventato il punto di
riferimento più significativo del cantautorato italiano degli anni
70. Non sono opinioni di chi scrive, basta fare in giretto per il web, ed
è presto dimostrato....
Le scelta di queste "politiche epurative" non
sappiamo da chi e con quali criteri siano state fatte. Possiamo solo
stabilire, al buio, alcune supposizioni che non vogliono essere illazioni nè
possono essere fondate su dati di fatto. Così, per sensazione....,
l'impressione è che il pallino del gioco (perdonate questa espressione)
sia sfuggito presto da dai pensieri e dalle mani di Amilcare Rambaldi,
andando a depositarsi in quelle di coloro che lo affiancavano, alcuni
addirittura arrivati...dopo. La sensazione è che alcune persone abbiano
infine deciso che gran parte dei cantautori storici con cui il Tenco venne
al mondo, figure come Gianni Siviero e Claudio Lolli (tanto per
citare due tra più spigolosi, meno malleabili e, guarda caso,
più coerenti) alla Rassegna Tenco non dovessero mettere più piede o
quasi...
Si potrebbe obiettare che le canzoni di denuncia
sociale di un Gianni Siviero già agli inizi degli anni 80 non non avrebbero
più riscosso molta attenzione, eppure
per tanti sarebbe stato molto più utile, bello e umano sentirlo cantare ancora di "Quando discende la notte sui tetti sperduti qui in periferia, ti puoi
illudere ancora di avere una strada ed un posto tutto per te...",
piuttosto che ingoiare
attualmente un Morgan che sembra più idoneo a far colonne sonore per l'isola dei
famosi, piuttosto che a cantare sul glorioso palcoscenico del Club Tenco....
Ovviamente sono opinioni prettamente personali, anche discutibili, di chi scrive,
ma rispettabili come quelle di chi la pensa diversamente. E' un dato di
fatto, la Rassegna Tenco ha scelto da diversi anni di dare spazio ad
artisti commerciali, ma comunque di richiamo, così.., forse per non morire
in una nicchia per pochi.... Quando il successo ti ghermisce, poi
diventa difficile rinunciarvi, te lo tieni stretto anche a costo di
svendere un po' della tua anima. Inutile fare gli idealisti..
Siamo comunque perplessi..., anzi lo siamo
stati, visto che il Club Tenco ha smesso da un pezzo di rappresentare ciò
che sentiamo, che siamo e siamo stati, e tutte le cose che avremmo voluto
ascoltare ancora...
Se la presenza di tanti artisti che, a nostro avviso,
nulla avevano a che spartire con l'energia originaria del Club Tenco, è stato il dazio da
pagare perchè la Rassegna potesse restare sulla cresta dell'onda e per
accontentare un pubblico in pelliccia con sotto l'abito da sera, o in
giacca e cravatta..., oppure semplicemente perchè si potessero vendere i
biglietti d'ingresso....., bene. Le scelte del Club vanno rispettate, così
come quelle di coloro che hanno deciso di non tornare più da quelle
parti....., anche per non vedere un Jovanotti in cartellone negli
anni 90 e, nel 2008, addirittura candidato al premio di miglior
album dell'anno. Cosa ha mai fatto costui per la canzone d'autore
italiana..., oltre che "rappeggiare" e cantare al mondo "oh mamma, guarda
come mi diverto..?" Mah......
Certo, ci sarebbe piaciuto in tutti questi anni
vedere almeno una volta alla Rassegna Tenco, magari riuniti tutti insieme
e in una serata dedicata interamente
a loro, i diversi artisti dimenticati dal Club, ma che per la
canzone d'autore italiana hanno fatto e dato tanto: Gianni
Siviero, Enzo Capuano, Mauro Pelosi, Emilio Locurcio,
Claudio Lolli,
Giorgio Laneve, Claudio Rocchi, Ernesto Bassignano,
altri ancora... Sì, qualche sporadica apparizione c'è
stata, sembrata però quasi come "per grazia ricevuta". Certo ci sarebbe piaciuto, oltre che a ritenerlo
fondamentalmente giusto. Magari si vendevano meno biglietti..., ma in sala si
sarebbe percepito l'amore di un tempo....., e sarebbero ritornati in
platea tutti quelli che una volta erano "ragazze e ragazzi straccioni" che
coltivavano un sogno...
Non possono essere considerati tra i dimenticati,
invece, artisti come Giorgio Lo Cascio e Antonella Bottazzi, scomparsi
prematuramente. C'è da supporre, però, che anche loro, in vita,
sarebbero entrati nel novero nel di quelli che al Tenco
degli ultimi venticinque anni avremmo rivisto poco o per niente... Di sicuro anche
Antonella e Giorgio non avrebbero mai potuto
ingrassare alcuna casa discografica. Per fortuna, a ricordare Giorgio lo Cascio, ci hanno pensato gli organizzatori di una manifestazione
intitolata a suo nome e che da alcuni anni si svolge a S. Andrea dello
Ionio, che non mi pare proprio sia in provincia di Imperia.....
In un intervista del 1998 - tre anni prima della sua
morte - Giogio Lo Cascio diceva:
La canzone d'autore che a noi piace (... )
è nata soprattutto negli anni Settanta perché quello era un momento di
grandissima tensione. E' stato forse il momento centrale dei rinnovamenti
culturali, tutte quelle trasformazioni che erano in atto per cui c'era
anche la necessità di fare delle cose nuove, di esprimere contenuti nuovi,
di travolgere le consuetudini...
Una lunga intervista
che Giorgio concludeva così:
Però, bisognerà che capiti qualche cosa perché io mi rimetta a fare
dischi....
Cantautori come Giorgio
Lo Cascio, e altri nominati in questa pagina, andavano tenuti
stretti dal Club Tenco, a dispetto di ogni cambiamento, contro tutto,
tutti e ogni cosa, e non barattati con i vari Jovanotti, Luca Carboni,
Carmen Consoli
e bande collaterali... Certo, costoro rappresentano l'attualità e il
presente, con nugoli di ragazzini e gente in abito da sera che fa la fila
ai botteghini, là dove a vendere e staccare i biglietti c'è solo l'ombra,
il fantasma di ciò che fu il vero Club Tenco....
Nulla vogliamo togliere ai meriti della Rassegna
Tenco che
è gia un mito generazionale, più nei ricordi che nell'effettivo presente,
limitandoci ad esprimere i contorni del disamore e alcune perplessità , legati ad un addio già
consumato a suo tempo.
C'era una volta il Club Tenco di Amilcare Rambaldi,
dei suoi amici che lo affiancavano nell'organizzare le serate Rassegna
della Canzone d'Autore, di un pubblico composto da sognatori e rivoltosi,
tutti Zingari Felici, con Amilcare in testa. Qualcuno se n'è poi
dimenticato, anche dietro le quinte del Tenco....
Volente o nolente, il Club Tenco degli anni 70 era
diventato per tanti un punto di riferimento poetico, culturale, musicale,
esistenziale e di lotta al potere per tanta gente.
Oggi come oggi, se sotto allo storico
logo del Tenco permetti di cantare o esibirsi a gente come Morgan (il
giurato di X Factor, giusto quello può fare...), Jovanotti, Luca
Carboni, Enzo Jacchetti, Vasco Rossi, Carmen Consoli, etc..., vuol dire che non sei più
niente di tutto questo, ma che hai scelto di diventare solo l'anticamera, lo
spogliatoio, il
camerino del Festival di Sanremo.. D'accordo che sarebbe insopportabile
vedere la platea semideserta, ad affidarsi solo ai vari Baustelle, Petra
Magoni, Carlo Fava, Pietra Montecorvino (comunque tutti bravi) etc..., e che qualche nome in
grado di attirare un mare di persone che pagassero il biglietto
bisognava pur trovarlo....
D'accordo che a far da richiamo non bastavano
più i grandi presenzialisti, oltre che grandi amici,
Roberto Vecchioni e Francesco Guccini. D'accordo. D'accordo su tutto..., ma alcuni
nomi che sono stati invitati al Tenco da tanti anni a questa parte, ci
sono sembrati un'autentica profanazione...., gente che a Novembre te
la ritrovi alla Rassegna Tenco, e a Marzo al Festival di Sanremo. Il
tutto, mentre ci si dimenticava
costantemente di tutelare una maggior presenza di altri Cantautori che
hanno fatto la storia e la leggenda del Club Tenco, abbandonati al loro
destino, non si sa bene se perchè troppo scomodi o ormai
inservibili. Grandi artisti che erano l'ultimo baluardo musicale-culturale
rimasto per arginare le orde berlusconiane e quelle dei guardoni del
grande fratello, oltre che uno dei pochi appigli utili a far barricate
contro tanta canzone-spazzatura che ci sommerge da tutte le parti.
In fondo è soltanto questo che fa male, non certo il
forse inevitabile trasformismo cui si è sottoposto il Club Tenco. Fa male
non aver visto maggiormente tutelati e protetti tanti artisti che, a pieno
diritto, dovevano costituire la memoria storica del Tenco e di tanti noi,
straccioni e sognatori impenitenti degli anni 70. Ne sono stati
privilegiati pochissimi, e tutti gli altri abbandonati come cani randagi
sulla strada. come se non fossero mai esistiti "Chi non ha memoria non ha
futuro", e un futuro nelle mani di gente come Morgan e altri del genere
non diventerà mai un passato leggendario ma un qualcosa che nessuno
ricorderà... E se la sola preoccupazione rimasta sembra soltanto quella di
vendere i biglietti di ingresso, tenere alta l'attenzione dei media,
intanto cercando di salvaguardare l'antica facciata con incursioni
anche notevoli e degne di nota del "diverso, bene.
Questo tentare di stare in equilibrio ne ha fatti
fuggire molti dalla Rassegna Tenco. Non c'è problema, per alcuni che se ne
vanno ve ne saranno altrettanti che arrivano, e neppure sapranno mai chi
era Amilcare Rambaldi e
quanto di sognante, utopistico e rivoluzionario ha rappresentato il
Club Tenco per molta gente...
E mentre il Club Tenco ci rifila Morgan e
simili, noi ci chiediamo:
A quando un invito o una Targa Tenco pure a Laura Pausini...?
ADDIO CLUBTENCO, SEI
STATO UN SOGNO ANTICO E BELLISSIMO, ORMAI SVANITO...