La
mia strada si è divisa da quella del Tenco, con dispiacere mio e del caro
Amilcare: il gioco gli stava sfuggendo di mano, e la sua creatura stava
diventando altro. Sempre meglio di altre manifestazioni, più palesemente
commerciali, ma comunque -altro- da quella fabbrica di un modo diverso di fare e
fruire canzoni che pensavamo all'origine.
(GIANNI SIVIERO)
Gianni Siviero approdò
al Club Tenco con alle spalle una lunga militanza artistica ad ogni festa
popolare della sinistra, anche più estrema, con una presenza e una
partecipazione che pochi altri hanno saputo dare.. Il tutto avvenne in
quel clima anche di improvvisazione che furono gli anni 70, quando ad ogni
manifestazione di piazza o raduno corrispondeva una musica-canzone
del tutto istintiva di chi, suonando e cantando, offriva il proprio contributo
anche in questo modo. Come altri, Gianni Siviero si guadagnava da vivere così,
con la buona fede dei suoi testi, la genuinità delle sue canzoni, il tutto
da offrire al mondo, quel mondo da dover cambiare (o quanto meno di cui parlare) in ogni ingiustizia,
repressione, annichilimento delle classi più disagiate,
sfruttamento padronale. Canzoni e musica contro un potere che è sempre
quello, ieri come oggi...., ma anche con cui raccontare di affanni e
problematiche esistenziali legate all'amore, al proprio senso di smarrimento nel
mondo.
Come altri,
Gianni Siviero scomparve pure dalla Rassegna Tenco, una soluzione a metà tra una sua
scelta personale e il fatto di non servire pìù alle politiche di rinnovamento
del Club, ormai gestite più da altri che non dal suo fondatore
Amilcare Rambaldi. Fu proprio Amilcare a volerlo ancora una volta, e a tutti i costi, sul palco nel 1994:
"imponendomi ai maggiorenti del Club, ,
la nomenclatura non ha mai sentito desiderio alcuno di sapere che fine avessi
fatto: peraltro ho sempre saputo di non essere -facile da maneggiare"
(GIANNI SIVIERO)
Gianni Siviero - Fantasia
Siamo consapevoli
del tempo che passa e che porta ad inevitabili cambiamenti per restare a galla.
Il Club Tenco non poteva rimanere identico a se stesso, pena il suo affossamento
come manifestazione ormai di primaria importanza nel
panorama musicale italiano. Sembra sia stata quasi una tappa obbligata il
diventare poi:
"una
una sorta di fiore all'occhiello della discografia, a mezza via tra una coccarda
al merito per artisti -culturalmente difficili- secondo la vulgata corrente, e
una specie di test di mercato per giovani promesse, ma che, a mio avviso, non
c'era ragione perchè non navigassero nei normali canali di mercato, sia gli uni
che gli altri, come si è poi visto ampiamente"
(GIANNI SIVIERO)
Quindi, nessuna condanna o contestazione, soltanto
una mancata condivisione con le sue politiche innovative, e un ancor più grande dispiacere nell'aver constatato la successiva "mancanza di posto" per
artisti storici come Gianni Siviero, Enzo Capuano, Mauro Pelosi, Emilio Locurcio,
Claudio Lolli, Giorgio Laneve, Claudio Rocchi, Ernesto Bassignano, Giorgio
Locascio (fino a quando era in vita...) e altri, tanti altri...., tutti entrati
a far parte poi del folto drappello dei "dimenticati
dal Club Tenco", soprattutto dagli anni 90 in poi....
Tutta gente che
ha dato tanto al Club Tenco delle origini...
Il contributo
di Gianni Siviero in tal senso fu di straordinaria importanza.
Gianni Siviero -
Periferia
Gianni, come altri cantautori
dell'epoca, rimane un patrimonio culturale, musicale e poetico di quel tempo,
oltre che una tra le tante ricchezze delle origini del Club Tenco. In quanto
tale, e come altri dispersi, andava difeso, tutelato, protetto, riproposto
in qualche modo, negli anni in cui, era palese, il cantautorato nostrano stava
diventato una moda e nulla più, ad uso e consumo delle masse che, fino ad
allora, si erano tenute alquanto distanti. Anni in cui il niente ritornava a
bussare alla porta e avanzava su tutti i fronti, trainato da quell'osceno, squallido, insulso mondo che
si dirigeva in fretta verso il buco della
serratura del Grande Fratello.....