LP CANZONI DI MORTE CANZONI DI VITA

CLAUDIO LOLLI

Lp vinile 33 giri

UN UOMO IN CRISI

CANZONI DI MORTE, CANZONI DI VITA

1973

Io ti racconto

La guerra è finita

Un uomo in crisi

Hai notato come sono rari e fievoli i sorrisi, sulla bocca stralunata di un uomo in crisi, come guarda sempre in basso, come cerca protezione, come evita a ogni passo di attirare l'attenzione. Sui suoi occhi stanchi e bui, senza più salde certezze, come cerca con le mani sempre nuove sicurezze.  

Hai notato com'è facile sentirselo un po' amico, quando con aspetto gracile e con gesto antico si avvicina alla tua anima, cerca in te i suoi dubbi, poi con fare indifferente fugge vinto dall'orgoglio, fino a che non riconosce i suoi timidi sorrisi, sul tuo volto stralunato in perenne crisi.

Un uomo nascosto

C'è un uomo nascosto in ogni vestito, in ogni maschera in ogni sorriso, in ogni parola non detta, un gesto, in ogni espressione del viso. C'è un uomo nascosto in ognuno di noi.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.

C'è chi si nasconde in un'anima pura, e vive evitando i peccati mortali. C'è chi si nasconde facendo regali e chi tutti i giorni un'azione buona.
C'è chi si nasconde in una chitarra, e canta canzoni a chi non conosce, c'è chi si nasconde in un paio di cosce e chi si fa solo i fatti suoi. C'è un uomo nascosto in ognuno di noi.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.

C'è chi si nasconde dentro a un bicchiere, nel vino che calma il dolore e la rabbia, c'è chi si nasconde in un grande amore, chi affonda la testa giù, nella sabbia.
C'è chi si nasconde in un televisore, e passa le sere a dimenticare, il tempo la vita che non gli dà niente, il tempo la vita che tarda a finire. C'è un uomo nascosto in ogni morire.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare.

 

Quello lì (Compagno Gramsci)

La giacca

Bisogna andare, fino in fondo, in fondo a tutto in fondo a noi, in fondo agli argini del mondo, alla paura che mi fai. Fino in fondo alle tue cosce, ai miei timori alle tue angosce. Fino in fondo alla pianura, all'orizzonte della città. In fondo dove non troveremo nemmeno un'ombra per riposarci, in fondo dove sarà fatica, sarà sudore l'esser sincero, in fondo dove tutto è coperto sotto lo stesso mantello nero.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.

Bisogna andare sempre avanti, anche se noi non siamo in tanti, anzi davvero siam solo in due, le mani mie, le mani tue, devono stare sempre vicine, devono avere gli stessi guanti e non paura là sul confine di fare l'ultimo passo in avanti.
Bisogna andare incontro a tutti quelli che oggi come noi, voglion rischiare d'esser distrutti piuttosto di ritrovarsi poi, in una famiglia senza persone, come tra i muri di una prigione.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.

Bisogna vincere la morte, quella che non si fa vedere, che viene senza far rumore, che non si fa aprir le porte, che non fa mai vestir di nero tutti i parenti all'ospedale, che non ha mai camere ardenti, nè cerimonie, nè funerali. Quella nascosta nella tua noia, nella mia noia, nelle parole che ci diciamo senza capire nemmeno quel che vogliamo dire, quella che come un regista esperto ci mette in scena nel suo deserto.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.

 

Hai mai visto una città

Morire di leva (a un amico siciliano)

Un bel mattino

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