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Io ti racconto
La guerra è finita
Un uomo in crisi
Hai notato come sono rari e fievoli i sorrisi,
sulla bocca stralunata di un uomo in crisi, come guarda sempre in basso, come
cerca protezione, come evita a ogni passo di attirare l'attenzione. Sui suoi
occhi stanchi e bui, senza più salde certezze, come cerca con le mani sempre
nuove sicurezze.
Hai notato com'è facile
sentirselo un po' amico, quando con aspetto gracile e con gesto antico si
avvicina alla tua anima, cerca in te i suoi dubbi, poi con fare indifferente
fugge vinto dall'orgoglio, fino a che non riconosce i suoi timidi sorrisi, sul
tuo volto stralunato in perenne crisi.
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Un uomo nascosto
C'è un uomo nascosto in ogni vestito, in ogni
maschera in ogni sorriso, in ogni parola non detta, un gesto, in ogni
espressione del viso. C'è un uomo nascosto in ognuno di noi.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a
cercare.
C'è chi si nasconde in un'anima pura, e vive
evitando i peccati mortali. C'è chi si nasconde facendo regali e chi tutti i
giorni un'azione buona.
C'è chi si nasconde in una chitarra, e canta canzoni a chi non conosce, c'è
chi si nasconde in un paio di cosce e chi si fa solo i fatti suoi. C'è un uomo
nascosto in ognuno di noi.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a
cercare.
C'è chi si nasconde dentro a un bicchiere, nel
vino che calma il dolore e la rabbia, c'è chi si nasconde in un grande amore,
chi affonda la testa giù, nella sabbia.
C'è chi si nasconde in un televisore, e passa le sere a dimenticare, il tempo
la vita che non gli dà niente, il tempo la vita che tarda a finire. C'è un
uomo nascosto in ogni morire.
Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a
cercare.
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Quello lì (Compagno Gramsci)
La giacca
Bisogna andare, fino in fondo, in fondo a tutto
in fondo a noi, in fondo agli argini del mondo, alla paura che mi fai. Fino in
fondo alle tue cosce, ai miei timori alle tue angosce. Fino in fondo alla
pianura, all'orizzonte della città. In fondo dove non troveremo nemmeno
un'ombra per riposarci, in fondo dove sarà fatica, sarà sudore l'esser
sincero, in fondo dove tutto è coperto sotto lo stesso mantello nero.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così
fregato come tuo padre.
Bisogna andare sempre avanti, anche se noi non
siamo in tanti, anzi davvero siam solo in due, le mani mie, le mani tue, devono
stare sempre vicine, devono avere gli stessi guanti e non paura là sul confine
di fare l'ultimo passo in avanti.
Bisogna andare incontro a tutti quelli che oggi come noi, voglion rischiare
d'esser distrutti piuttosto di ritrovarsi poi, in una famiglia senza persone,
come tra i muri di una prigione.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così
fregato come tuo padre.
Bisogna vincere la morte, quella che non si fa
vedere, che viene senza far rumore, che non si fa aprir le porte, che non fa mai
vestir di nero tutti i parenti all'ospedale, che non ha mai camere ardenti, nè
cerimonie, nè funerali. Quella nascosta nella tua noia, nella mia noia, nelle
parole che ci diciamo senza capire nemmeno quel che vogliamo dire, quella che
come un regista esperto ci mette in scena nel suo deserto.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così
fregato come tuo padre.
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Hai
mai visto una città
Morire di leva (a un amico siciliano)
Un bel mattino
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