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Amilcare Rambaldi e il suo Club Tenco

Amilcare Rambaldi

Club Tenco Sanremo

 LA'  DOVE  SENTI  CANTARE  FERMATI,

I  MALVAGI  NON  HANNO  CANZONI....

Ho conosciuto Amilcare Rambaldi nel 1976.  Lavoravo in una radio locale (libera, naturalmente), curavo un programma sui cantautori, guarda caso. La canzone d'autore non aveva ancora raggiunto un tasso di inflazione che ne sminuisse il fascino, quindi non veniva meno l'entusiasmo di spingerla avanti e diffonderla. Un pomeriggio, nel bel mezzo del mio programma, dedicato  in quell'occasione a  Joan Baez, ricevo una telefonata.

- Ciao, sono Amilcare Rambaldi...

Era lui, proprio lui, la persona che più di ogni altra aveva saputo organizzare nei primi anni '70 quello sparuto drappello di cantautori ancora semisconosciuti, per lanciarli "come una locomotiva" contro le strutture tradizionali della musica leggera italiana.  Ero emozionato.... Mi fece i complimenti per il mio programma, la cosa mi diede una gioia immensa,visto che mi arrivava dalla fonte più autorevole che esistesse in circolazione. ....

Poi mi chiese da quale nastrino di contrabbando avessi recuperato quei brani dal vivo di Joan Baez che stavo trasmettendo. Non ebbi il coraggio di confessargli che, semplicemente, l'avevo "spapaverato" ai magazzini Standa. Farfugliai qualcosa, intimidito e imbarazzato. Sapevo chi era l'uomo che mi stava parlando e quale ruolo avesse nel panorama della 'nuova canzone' che stava avanzando su tutti i fronti, mentre  la sua voce voce tranquilla e gentile ancora si complimentava per il programma, che realizzavo portandomi i dischi da casa.  Avete idea di che cosa significhi circolare con  20/25 LP sotto il braccio, quando non possiedi neppure un motorino? Rammento che arrivavo in autobus fino ai piedi di una collina, detta Madonna della Guardia. Radio Stereo Sanremo 103 era situata lassù, poi si trattava di arrampicarsi a piedi lungo una salita che tagliava tutta la collina e che non finiva mai, sempre con gli LP sotto il braccio. 

Ma per fortuna, dopo, al ritorno, c'era la discesa...

Amilcare Rambaldi e Enzo Jannacci

Amilcare mi chiese se volevo andare a trovarlo nel suo magazzino di fiori di via Meridiana.  Fino a quel momento lo avevo incrociato solo nelle notti che, da un paio d'anni, seguivano i concerti del Tenco. Chiamiamole notti di dopo-rassegna, indimenticabili quelle trascorse in un caratteristico locale di Sanremo: "Il Pipistrello". Il giorno seguente mi ritrovai in sua compagnia, in una stanzetta al piano di sopra dei locali in cui svolgeva la sua attività nel commercio dei fiori. Amilcare mi mise subito a mio agio, mi guardai attorno: dischi, musicassette, articoli di giornali, provini che gli giungevano da ogni parte,  locandine del Club Tenco... 

Soltanto oggi ho ben chiaro che in quella  in quella stanzetta è transitata tutta la canzone d'autore italiana più importante, fisicamente e simbolicamente.

Una strana casualità: la scintilla che fece nascere il mio interesse verso la canzone d'autore avvenne quando, sotto il banco di scuola, sbirciavo l'articolo di una  rivista che diceva più o meno così: "Bravi, ma chi li vuole?", riferendosi a Piero Ciampi, Francesco Guccini e Roberto Vecchioni. In quell'articolo, se la memoria non mi tradisce, era presente pure uno stralcio del testo di "Luci a San Siro" di Roberto Vecchioni. Fu proprio leggendo le parole di quella canzone che fui sbalzato via dalle canzonette ascoltate fino a quel momento, verso tutto un modo nuovo e diverso di intendere musica e parole.... La strana casualità  è nel fatto che negli  stessi giorni Amilcare Rambaldi stava leggendo quello stesso articolo,  da cui trasse la felice folgorazione di radunare a Sanremo le voci più rappresentative di quella "Nuova Canzone". Quando gli comunicai questa cosa, Amilcare mi sorrise e io mi sentii felicemente complice di qualcosa.....

Da quel giorno diventarono frequenti  le reciproche telefonate e andavo a trovarlo spesso. Me lo ricordo chino sulla sua sulla macchina da scrivere. In alcune occasioni mi invitò a cantare e suonare le mie canzoni in serate introduttive e  prologo alla Rassegna Tenco.

Amilcare Rambaldi e Piero Ciampi

No, non diventai mai un operatore attivo nell'ambito del Club Tenco, ma Amilcare  mi  accoglieva sempre con la consueta disponibilità, non formale, che sapeva esprimere. Mi diceva: - Ciao Ragazzo, come andiamo? - E poi via, al piano di sopra, a parlare di canzoni, mentre mi metteva a conoscenza dei progetti del  'Tenco' per l'immediato futuro, progetti filtrati dal  suo dispiacere nel  ritrovarsi boicottato dal Comune di Sanremo e dai politici (democristiani) di turno, indifferenti agli sforzi organizzativi del Club Tenco. Era normale questa indifferenza, almeno fino a quando ci si accorse che quella sparuta pattuglia iniziale di innamorati si era trasformata in una massa di migliaia di persone. Allora arrivarono i primi aiuti e finanziamenti, visto l'evidente tornaconto in termini turistici e pubblicitari. Ma fino a quel momento, Amilcare pagò sempre di tasca sua.  

Amilcare Rambaldi e il suo Club Tenco

Amilcare aveva molto da dire e sapeva ascoltare, quindi apparteneva a quel genere di persone ormai introvabili, accanto alle quali non va mai sprecato nemmeno un minuto, un giorno, una vita.... Raccoglieva  gli umori giovanili, accettava  consigli e offriva i suoi facendoli nascere solo dalla serenità e dalla saggezza che si portava negli occhi. Stargli accanto mi dava un senso di serenità. Anche io, pur nella mia inesperienza di valori umani, percepivo la bellezza  di quel grande vecchio che...mi sembrava molto più giovane di me.

 Amilcare seguiva le mie trasmissioni a Radio Stereo 103, programmi improntati sui cantautori, alcuni dei quali destinati alla celebrità ed altri che sarebbero rimasti ignoti a quasi tutti. Il mio archivio personale me l'ero costruito da solo, tassello dopo tassello, scandagliando in lungo e in largo tutto ciò che ormai veniva definito come "nuova canzone". Una volta mi chiese  se conoscessi qualche cantautore che ritenessi meritevole di essere invitato alle serate del Tenco, e lo chiedeva ad un ragazzino...! Suppongo avesse intuito l'amore infinito che provavo per la "Canzone d'Autore"che Amilcare stava organizzando, radunando attorno a sé, perchè non risultasse frammentata, sparsa qua e là o semplice estemporaneità destinata a svanire. Gli feci ascoltare un disco di Stefano Palladini, che metteva in musica  le poesie di Pavese, Machiavelli, Pascoli..... , e Stefano Palladini nel 1977 partecipò alla rassegna della canzone d'autore. Ricordo che continuò sempre a chiamarmi "Ragazzo", anche quando un ragazzo non ero già più.

In ricordo di Amilcare ho fatto questo clip...

AD AMILCARE RAMBALDI

Non scopro nulla di nuovo se affermo che la Canzone d'Autore italiana deve molto ad Amilcare Rambaldi, la spinta del grande vecchio e del suo Club Tenco fu determinante nell'organizzarne le fila e raccoglierne le voci più significative, altrimenti sparse qua e là, anche slegate tra loro. Si creò un drappello di artisti, giornalisti, disegnatori e appassionati in genere, tutti in grado di offrire il loro contributo a favore della Nuova Canzone. Certo, adesso quella 'canzone' non è più nuova, molti artisti di un tempo sono diventati qualificati mestieranti musicali, passate anche tutte le mode che inevitabilmente riassorbirono qualcosa che di moda non voleva essere. E non domandiamoci perché comunque molti ragazzi di oggi, a rappresentazione della loro visione del mondo, vanno al recupero di canzoni come La Locomotiva, Borghesia, Luci a San Siro, Ho visto anche degli zingari felici, e altre. Ciò avviene per via del fatto che le antiche energie che le hanno generate ancora sopravvivono nell'aria, sia pur scavalcate dal tempo. 

Amilcare Rambaldi e Francesco GucciniAmilcare Rambaldi  e Paolo Conte

Foto Roberto Coggiola

Il Club Tenco di Amilcare Rambaldi non esiste più. Oggi ce n'è un altro, alquanto diverso dall'originario...

Fanno sorridere e pensare le parole che Rambaldi pronunciò in occasione della prima edizione della Rassegna parlando della sua neonata creazione. “Oggi, 24 luglio 1974, alle ore 21.30, nasce la Rassegna della Canzone d'Autore – Premio Tenco. E' stata una gestazione travagliata. Vedremo, dopo i primi quattro giorni se questa creatura è viva e vitale. La manifestazione si intitola al più geniale e tormentato cantautore italiano. Egli ci ha lasciato un messaggio che noi abbiamo raccolto. Cercheremo di non tradirlo, richiamandoci sempre alla qualità della canzone, rifiutando ogni compromesso, e pazientemente, lentamente, faticosamente proseguirà la nostra azione intesa a divulgare una canzone di maggior impegno poetico, culturale, sociale. […] Vorremmo che tutti considerassero questa rassegna non solo spettacolo ma riunione di amici del Club che ascoltano altri amici del Club. Per questo non abbiamo dato alcuna forma di ufficialità, neppure per la consegna del Premio Tenco. Tutto deve svolgersi in tutta semplicità, cordialità, nello spirito di amicizia che è proprio del Club. C'è un unico tocco frivolo in questa cornice: un ciuffo di fiori. Ce lo siamo permessi. Siamo a Sanremo.”

Anche Amilcare Rambaldi non c'è più e  i "suoi ragazzi" stanno scomparendo poco per volta. E' tutta un'epoca che vola via, fatta di sogni, utopie, tante speranze proiettate in musica e parole. In suo ricordo, l'associazione Aspettando Godot conferisce ogni anno il premio Amilcare Rambaldi ad alcuni cantautori  storici  certo poi non  diventati - come altri - ricchi e famosi. Ma anche loro erano resteranno sempre "i ragazzi di Amilcare". Il contesto in cui viene attribuito questo riconoscimento è la Rassegna Storica e Nuova Canzone d'Autore organizzata con molti sacrifici e nessun aiuto istituzionale dall'associazione Aspettando Godot

In ogni scintilla che anima la mia passione per la canzone d'autore, c'è qualcosa che ho imparato da Amilcare Rambaldi. E soltanto da lui..

(Malinconicoblues)

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