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Uriah Heep - anni 70

Per alcuni, sono stati una spanna sopra a tutti nel cielo del rock.

"Ricordo che nel '71, quella cantina, in quanti eravamo....,

e un giradischi che suonava, mente Enzina ballava"

Così recita una vecchia canzone che sicuramente non passerà alla storia...

Già..., ricordo che nel 71, quella cantina...., in quanti eravamo...... ad ascoltare incessantemente l'album SALISBURY, alla luce di poche candele e di alcune lampade colorate. Appesa al soffitto una rete per pescatori piena zeppa di pacchetti di sigarette, naturalmente vuoti...

Vi faccio ascoltare una parte del brano che dà il titolo all'album e che occupa una intera facciata del disco. Una lunga sequenza di  fiati, tastiere, percussioni....

Gli Uriah Heep non avevano bisogno di fare rumore per trascinarti nel sogno. L'atmosfera di quella cantina e tutti quei grandi amici attorno, facevano il resto....

URIAH HEEP - VIDEO - SALISBURY

 

Si potrebbe ricordarli come un semplice gruppo rock, ma basterebbe ascoltare attentamente i loro dischi per capire quanto fossero difficilmente etichettabili. Una musica ad ampio respiro quella degli Uriah,  intrisa sì di rabbiosa e grintosa elettricità, ma anche di repentine svolte verso melodie dolci e quiete. Negli anni '70 tutto si sviluppava su questi due poli opposti, dolcezza e rabbia, l'eccesso era la norma in entrambe le direzioni. Gli Uriah Heep, come tantissimi altri musicisti, seppero interpretare alla perfezione quel tempo, quell'andamento strano. 

L'impetuoso incedere di brani come Look at Yourself e Easy Livin', si alternava alle morbide atmosfere da sogno di Lady in Black e The Park. Solo i grandi interpreti della vita, oltre che della musica, conoscono e sanno armonizzare questi saliscendi in cui si corre a folle velocità, a volte sui binari del suono di una chitarra elettrica, e poi ci si ferma di colpo, sulle note di una chitarra acustica, magari per parlare veramente un po' con qualche 'compagno' di strada... Un ritmo altalenante, nella musica e nella vita, nei suoni e nelle persone, una melodia inconfondibile e ormai rara a trovarsi, che mentre toglie il fiato, ne restituisce altrettanto...

I dischi degli Uriah Heep costituivano un'emozione anche visiva, grazie alle copertine disegnateper loro dal grande Roger Dean. Si trattava di cover che narravano di inferi, demoni, folletti, immagini surreali con le quali la musica degli Uriah Heep si intonava benissimo.  Le copertine di Roger Dean sono quanto di più bello si sia mai potuto vedere nella grafica abbinata i dischi, tanto che vengono ancora esposte anche come semplici quadri.

 

Una Band decisamente da collasso emozionale gli Uriah Heep, così come, del resto, da collasso emozionale era la stessa Enzina che ballava al suono della loro musica... Gli Uriah Heep furono guardati con sufficienza da una certa critica che prediligeva i Led Zeppelin e i Black Sabbath. La cosa, per fortuna, non trovò d'accordo una platea sconfinata di giovani che accorrevano ai loro concerti. 

Gli Uriah erano di un altro pianeta rispetto al nudo e crudo Rock duro, e a dimostrazione di ciò è sufficiente immergersi nella lunghissima suite di Salisbury, il loro secondo album, in cui l'incalzare di uno stupendo arrangiamento di ottoni e altri strumenti a fiato si fonde con quello delle tastiere, percussioni e la chitarra di Mick Box.  Il risultato è un'atmosfera cangiante e mutevole, in grado di dar vita ai saliscendi cui accennavamo prima. La critica non  perdonava loro anche una certa instabilità interna al gruppo, che nel giro di alcuni anni diede luogo a troppi avvicendamenti e ...diversi funerali.

Gli Uriah Heep, o quel che rimane di loro, esistono e suonano ancora, naturalmente invecchiati, come i ragazzi di quella cantina....

Credo che Dio si fosse stancato di tutti quegli eccessi degli anni '70, 

 ecco perchè creò i Sex Pistols... (Dal Film Still Crazy)

 

Innamorati degli Uriah Heep, se mai vi capiterà di vedere il film "Still Crazy", che narra di un'antica Band anni '70, allora non potrete fare a meno di immaginare, fantasticare che la romantica storia di questa pellicola sia un po' quella degli Uriah, anche alcune sonorità sono le stesse. Il finale del film, che in fondo è una fiaba del Rock, tocca le corde della nostalgia di chi non dimentica quella musica e il senso delle cose legato ad essa.

E l'immaginazione scavalcherà ancora una volta la realtà, se non altro per via del fatto che Gary Thain non c'è più, nel 1975 fu trovato morto  per un'overdose di eroina nella sua casa in Norwood Green. Anche David Byron non parteciperà ad alcun revival, se non nella memoria di tanti: anche lui fu trovato privo di vita nella sua casa di Maidenhead il 28 febbraio 1985.
 La sua voce, elettrizzante e dolcissima, è stata tra le più belle che mai ci sia capitato di sentire. Gary Thain e David Byron, entrambi entrati in quel triangolo mortale fatto di alcol, droga e depressione.

Mi ero sbagliato sul conto di Dio, quella roba anni '70 deve essergli piaciuta, dopotutto... (Dal Film Still Crazy)

 

A ben guardare, quegli indimenticabili anni '70, oltre ad essere contrassegnati dal genio, dal talento, dalla musica e poesia di tanti artisti, furono vissuti anche all'insegna dell'autodistruzione. Vite sregolate, musica irripetibile, un tempo strano che ora sembra un lontano sogno....

Gia'...., genio, talento, musica come arte, poesia, sregolatezza, autolesionisno,  questo fu...,  mentre oggi ci tocca assistere ad autentici "cloni macchietta", personaggi scolpiti nella parodia dell'eterno sballato e nell'imitazione di tutto ciò che un tempo fu dannatamente vero e non una semplice finzione, scopiazzatura di atteggiamenti e fonti musicali per attizzare il pubblico e vendere dischi.

E' ovviamente un 'opinione personale, che non vuole offendere coloro che credono che costoro abbiano un benché minimo senso musicale o di stranezza.

Chi ha ascoltato e vissuto David Byron, Jim Morrison, altri....., non può che sorridere davanti ad uno che ciondola fintamente con la testa, recita la parte del finto sballato e, addirittura, sostiene di volere una vita....spericolata.

Qui in basso potete trovare l'immagine di un paio di tipi che l'hanno vissuta per davvero una vita spericolata e oltre le righe, di cui uno, David Byron, con una voce che sembrava quella di un angelo dannato sceso sulla terra.....

 

David Byron (1947 - 1985)

 Gary Thain (1948 - 1975)

 

La vera anima del Rock ha poche voci, una di queste è stata sicuramente quella di

DAVID BYRON

 

(1947 - 1985)

Eccola questa voce...nel  famoso Medley Rock eseguito in tour nel 1973. Qui la grinta degli URIAH HEEP viene fuori tutta in quell'inconfondiblie sound del rock anni 70 da cui, che lo si voglia o no, hanno poi in seguito attinto tutti. L'inimitabilità musicale (e non solo) degli anni 70 sta anche nel fatto che è stato il momento creativo più intenso e sconvolgente che si possa ricordare.

Tutto il cinema e la musica moderna non possono fare a meno di prelevare da quel tempo spunti, idee, sonorità, immagini e altro ancora, come se dopo la "restaurazione" voluta dalle generazioni di fine anni 80 in poi si  sia riusciti (in parte) anche ad uccidere la creatività, tutti costretti a copiarla là dove  questa costituiva la scintilla di ogni giorno e di ogni notte da vivere.

URIA HEEP - Medley Rock 1973

 

 

In Quella cantina del 71, si ascoltava all'infinito anche uno dei brani più belli degli Uriah Heep LADY IN BLACK.

Non vi faccio ascoltare la versione originale, dolcissima e indimenticabile dell'epoca, quella costituita da un semplice accompagnamento di chitarra acustica e voce, col progressivo ingresso di basso e percussioni.

Vi propongo, invece, una versione recente, in Live, di uno dei sopravvissuti degli URIAH HEEP,  l'ormai invecchiato KEN HENSLEY,  la cui voce si alternava a quella di DAVID BYRON al tempo in cui  gli Uriah Heep proponevano negli anni 70 la loro inconfondibile musica.....

LADY IN BLACK - Video

KEN HENSLEY

 Photo Copyright © Bill Parsons

 

Un sincero grazie all'amico Bill Parsons per avermi dato il permesso di utilizzare alcune fotografie della sua galleria personale, che potrete trovare nelle pagine dei  miei  dischi in vinile degli Uriah.

Thank you Bill, for your passion dedicated to Uriah Heep!

 

 

Un'altra perla degli URIAH HEEP è July Morning, dall'album LOOK AT YOURSELF del 1971, un brano in cui Rock e melodia si fondono alla perfezione. Vi faccio sentire la versione Live del Tour 1973. Purtroppo le immagini dei clip presenti  in rete  non sono delle migliori, ma ringraziamo il cielo che qualcuno sia sia preso la briga di recuperarle da archivi storico-musicali e di toglierli dall'immeritata polvere che li ricopriva.

E' consigliabile vedere questi video nel formato ridotto in cui vengono presentati, senza passarli a pieno schermo. Per chi ha amato gli Uriah Heep questi sono particolari trascurabili, basta riascoltare la loro musica indimenticabile.

JULY MORNING - Video

 

 

Chiudo questa pagina con un brano dal titolo THE EASY ROAD tratto dall'album WONDERWORLD del 1974. Questo disco rappresenta l'ultima partecipazione discografica del bassista GARY THAIN,  che morì l'anno dopo.

Alla fine disperata di Gary Thain seguì, qualche anno dopo anche quella di David Byron. In questo brano la malinconia c'è tutta...., in quella straordinaria capacità che avevano gli Uriah Heep di stoppare di colpo il sound aggressivo tipico del Rock, facendoti vedere l'altra parte della luna,  fatta di dolcezza, delicatezza e malinconia, appunto...

 

THE EASY ROAD - Video

 

 

Questa pagina è dedicata a tutti gli amici che affollavano quella cantina nel 1971, quando la musica degli Uriah Heep vi spadroneggiava in lungo e in largo. Il mio grazie a loro per aver contribuito a rendere meraviglioso quel tempo che non tornerà più. Il tempo della gioia e dell'utopia.

Già, perchè io ricordo che nel 71.......

E NON ME LO DIMENTICO PIU'.

(Malinconicoblues)

 

I MIEI LP DEGLI URIAH HEEP

ANNO LABEL LP

 CD usato

SALISBURY  1971 BRONZE    
LOOK AT YOURSELF 1971 BRONZE    
DEMONS AND WIZARDS 1972 BRONZE    
THE MAGICIAN BIRTHDAY 1972 BRONZE    
Uriah Heep Live 1973 1973 BRONZE