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BOB DYLAN

 

 

Chi poteva immaginare che questo ragazzino, la sua chitarra e la sua armonica, avrebbero dato uno scrollone non da poco a tutto un universo borghese e benpensante? Chi poteva supporre che milioni di ragazze e ragazzi si ritrovassero a guardare il mondo con gli occhi del Menestrello del Greenwich Village?

Esisteva un'America che considerava un fiore all'occhiello le 'gite turistiche' in Vietnam, i  missili a testata nucleare che "I padroni della guerra" accatastavano negli arsenali delle loro sbandierate democrazie. Padroni della guerra che decidono a tavolino quanti, dove e come  devono andare al macello, mentre loro, da sempre, fanno proclami alla nazione e versano parole di bastarda ipocrisia in occasione di qualche ricorrenza, appoggiandosi al marmo dell'altare della patria, inginocchiandosi di fronte al milite  ignoto, recandosi ai funerali di chi costantemente paga per loro, esprimendo il loro "sentito" cordoglio alle famiglie.

Il menestrello del Greenwich Village assestò un calcio sulla faccia a queste e mille altre cose, con pochi semplci accordi di chitarra, la sua voce a tratti sgraziata e la sua poesia che diceva di no, semplicemente di no..., esattamente come stava facendo gran parte di un'intera una generazione....

Era un'America sapientemente narcotizzata con i divi di cartapesta di Hollywood, la musica di Elvis Presley e altre caramelle del genere....

Gli spacciatori di droga del potere sono sempre esistiti,  continuano a fare il loro mestiere, e non devono neppure sforzarsi molto.  Anche in Italia circolano pusher che spacciano stupefacenti narcotizzanti davvero letali (Il Festival di Sanremo, Enrico Papi, il deprimente sorriso di Emilio Fede e del suo "cavaliere", il Grande Fratello, la solita Disco-Dance che potrebbe essere suonata anche da un martello pneumatico,  i reality shows, e chi più ne ha più ne metta.....), così, tanto da farti arrivare in 'coma profondo' al cospetto di chi gestisce le mode, i costumi, i balzelli, le finte democrazie, le regole del mercato e tutta la nostra vita in genere.  

E l'America restò di stucco, di fronte al menestrello del Greenwich Village che osava dire ai burattinai di sempre parole di questo genere:

 

VENITE,  SIGNORI DELLA GUERRA...

....Voi che costruite tutti i cannoni.
Voi che costruite tutti gli aeroplani di morte.
Voi che costruite tutte le bombe.
Voi che vi nascondete dietro ai muri.
Voi che vi nascondete dietro le scrivanie.
Voglio solo che sappiate che posso vedere attraverso le vostre maschere.

Voi che non avete mai fatto nulla
se non costruire per distruggere.
Voi giocate con il mio mondo, come se fosse il vostro piccolo gioco.
Voi mettete un fucile nella mia mano e  vi nascondete daI miei occhi. E vi voltate e correte lontano, quando  volano le veloci pallottole.
 
Come Giuda dei tempi antichi, voi mentite ed ingannate.
Una guerra mondiale può essere vinta, voi volete che io creda.
Ma io vedo attraverso i vostri occhi
e  vedo attraverso il vostro cervello, come vedo attraverso l’acqua che  scorre giù nella mia fogna.
 
Voi caricate le armi  che altri dovranno sparare,  e poi vi sedete e guardate, mentre il conto dei morti  sale. Voi vi nascondete nei vostri palazzi, mentre il sangue dei giovani scorre dai loro corpi e viene sepolto nel fango.
 
Avete causato la peggior  paura
che possa mai spargersi,  paura di portare i figli in questo mondo, poiché minacciate il mio bambino, non nato e senza nome.
Voi che non valete il sangue
che scorre nelle vostre vene.
 
Che cosa so io per parlare, quando non è il mio turno. Direte che sono giovane, direte che non so abbastanza. Ma c'è una cosa che so, anche se sono più giovane di voi: che perfino Gesù non perdonerebbe quello che fate.

Voglio farvi una domanda: il vostro denaro vale così tanto? Vi comprerà il perdono? Pensate che potrebbe. Io penso che scoprirete, quando la morte esigerà il pedaggio, che tutti i soldi che avete accumulato non serviranno a ricomprarvi l'anima.

E spero che moriate, e che la vostra morte arrivi presto.
Seguirò la vostra bara in un  pallido pomeriggio.
E vi guarderò mentre vi calano
nella vostra fossa.

E starò sulla vostra tomba,

finché non sarò sicuro che siete morti.
Bob
Dylan - Masters of War

 

Il nome di Bob Dylan è ormai nella leggenda, e vi rimarrà per sempre. Ma questa non vuole essere una pagina per narrare ulteriormente di Bob Dylan, di cui è gia stato detto e scritto tutto. Poi, l'unica scrittura che realmente conta è anche la sola chiave di lettura che c'è, quella che nasce da dentro e con cui ognuno, a modo suo, decifra la propria storia individuale e collettiva, le persone, le immagini, la musica e altro ancora, decidendo di conseguenza di che cosa (e di chi) ci si può innamorare o meno. Soprattutto, di chi ci si può fidare...

Oggi come oggi, Bob Dylan sembra relegato, isolato nella sua leggenda, scavalcato dal tempo e da quegli stessi stimoli sociali che lo videro decisamente 'contro'. 

Ogni 'restaurazione' è giunta a compimento, purtroppo....., dopo aver guadato a fatica la riva del fiume in piena degli anni '60 e '70. Di Bob Dylan rimane l'artista, il musicista di talento, una tra le diverse voci attendibili per cui optare, come alternativa alla tanta 'musica spazzatura' in circolazione. 

Ma (la tentazione è grande) si può guardare ancora con nostalgia al menestrello del Greenwich Village, al sogno che seppe interpretare. Lui, più di chiunque altro...

(Malinconicoblues)

 
Notizie sul sito

BOB DYLAN

 

E la nostalgia ci suggerisce appunto questo:

 "Un piccolo essere venuto ad inceppare gli ingranaggi di un sistema sicuro di sè: a ricordare a tutti che fuori pioveva ed era ora di bagnarsi insieme, in quelle gocce scomode ma vere. Cantava come da tempo non si ascoltava più: senza ipocrite finzioni e formalismi "belli" e inutili. Stordiva con la voce aspra e nasale, lacerava con gli strumenti intimi, nudi, sei corde e un'armonica sconnessa. Ma non si fermava lì: andava oltre, incatenando con il suo linguaggio, con la presenza misteriosa e vivida.

Era protagonista sino all'inverosimile, coprendo senza requie tutte le ottiche da cui era dato di guardarlo. "Se fosse vissuto duemila anni addietro, non avrebbe potuto essere che un talmudista, un profeta. E se oggi è Dylan, è solo perchè la nostra epoca lo vuole così" scriverà di lui uno dei tanti storiografi. Niente di più vero. Sembrava calato nei tempi con lucida intelligenza, con una missione da compiere, e nient'altro, davanti a sè: e anche il mito, che sin dagli inizi cominciava ad avvolgerlo quietamente, a farlo trascolorare, pareva logico, inevitabile, doveroso.

Solido come nessuno: diverso. Dylan non era qualcuno da 'copiare' e basta, un James Dean, un Elvis Presley, la foto gigante in camera e l'autografo smozzicato. Ti dava qualcosa di più: molte cose di più. Ti accompagnava e ti indicava la strada: ti apriva gli occhi sui padroni della guerra, sulla religione come sistema di ipocrisie, Dio dalla parte di tutti e Hollis Brown a morire in una catapecchia, nell'Amerika del benessere che se ne frega."

  (Riccardo Bertoncelli)

 

 

A lungo andare, davvero la nostalgia diventa un ....Malinconico Blues...... E siamo ancora qui ad ascoltare Bob Dylan, mentre la puntina di un vecchio giradischi (lo si chiamava 'piatto') combatte la sua guerra personale col vinile un po' sfregiato dal tempo, "certi di trovare ancora un milione di sensazioni nel clima tragico di Ballad of a Thin Man, nell'ironia corrosiva di Rainy Day Women, nella poesia spettrale di All Along the Watchtower... E se non saranno le medesime emozioni, saranno certo più ricche, vere, incisive." 

Siamo ancora qui, con gli anni che passano e che non ci smontano nemmeno un po' nei confronti di tutto ciò che abbiamo amato, che amiamo e in cui crediamo. Sì, siamo ancora qui, quasi a buon punto nella saggezza di "togliere Bob dalla stanza degli idoli, di quegli esseri che 'hanno sempre ragione/per quello che fanno e per quello che dicono/intoccabili e presi per buoni', come lui stesso diceva. E per metterlo, invece, nella parte migliore di noi, dove i nomi hanno una forma e una storia, e non ammuffiscono e non diventano vuoti.

E riescono sempre ad insegnare qualcosa."

Noi, tutti quei nomi che ci hanno insegnato qualcosa non li abbiamo dimenticati...

(Malinconicoblues)

 

  Video Collection Bob Dylan

CIAO, MR. TAMBOURINE MAN,

CANTA ANCORA UNA CANZONE PER NOI...

 

BOB DYLAN   1962 CBS  
THE FREEWHEELIN BOB DYLAN 1963 CBS  
THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN' 1964 CBS  
ANOTHER SIDE OF BOB DYLAN   1964 CBS  
BRINGING IT ALL BACK HOME   1965 CBS  
BOB DYLAN'S GREATEST HITS   1967 CBS  
JOHN WESLEY HARDING 1967 CBS  
PAT GARRETT & BILLY THE KID (Original Soundtrack Album) 

lp pat garret & billy the kid

 

1973 CBS  
DYLAN  1973 CBS  
IL MEGLIO DI BOB DYLAN N. 1 1975 CBS  

BOB DYLAN AT BUDOKAN   

1979 CBS