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CLAUDIO LOLLI  E IL CLUB TENCO

Antenati e Discendenti

Come accade da moltissimi anni,  anche in questa edizione della Rassegna Tenco non troveremo Claudio Lolli in programma. Il delitto continua, ormai da tempo immemorabile..

La prima volta di  Claudio Lolli al Club Tenco di Sanremo risale al 1976, nel corso della terza rassegna della Canzone d'Autore che, a differenza della prima e della seconda, cominciava a non essere più un fatto per pochi intimi. Il tutto si svolgeva sotto lo sguardo affettuoso e felice di Amilcare Rambaldi, il creatore del Club Tenco, quel grande uomo a cui la canzone d'autore italiana deve molto, forse tutto. Dispiace che non siano in tanti a saperlo tra gli ultimi arrivati che da pochi anni, anche su internet,  "mangiucchiano" il cantautorato nostrano. Amilcare fu colui che tra l'indifferenza di Sanremo, la città  dei fiori e del becero Festival delle canzonette, si sobbarcò il compito di radunare le voci di quella che era definita la 'nuova canzone', di metterle assieme nel corso di alcune  serate, in un teatro in cui erano presenti sì e no un centinaio di persone, non di più. Inizialmente fu così. Amilcare realizzava tutto a sue spese e spianò la strada in Italia al più importante fenomeno poetico musicale che si possa ricordare, quello della Canzone d'Autore.

Prima di Amilcare Rambaldi, la parola "cantautore" non aveva alcun significato..

 

Di fatto, però, il rapporto tra il Club Tenco e Claudio lolli non è mai stato tra i più felici. Non lo troviamo presente alla prima rassegna del 1974, pur se in circolazione c'erano già un paio di album con cui Claudio Lolli si era conquistato un certo seguito. I dischi in questione erano "Aspettando Godot" e "Un uomo in crisi".  La sua prima apparizione al Tenco risale al 1975, ancora una volta non sul palco del teatro Ariston di Sanremo, ma come semplice partecipante agli "Atti del primo congresso della Nuova Canzone".

Di questo congresso, fa piacere ricordare la presenza di Enrico Adler, che non è più tra noi.  Enrico era tra le figure più rappresentative  e carismatiche del gruppo Anarchico di Sanremo di allora, molto noto negli ambienti di sinistra degli anni 70 e oltre.  Enrico Adler ha lasciato un ricordo indelebile a Sanremo, così come indelebile è la memoria di quegli anni intrisi di sogni, di ideali e di rivolta.

Tra gli altri, parteciparono a questo evento anche alcuni esponenti del gruppo "Controcultura" di Sanremo. Sarebbe a dire che la Nuova Canzone d'Autore nasceva anche tramite il dibattito popolare tra gli addetti ai lavori e un pubblico preparato, colto, esigente, idealista.

Enrico Adler

CLAUDIO LOLLI SUL PALCO

 

Il tempio della canzone d'autore

Ecco come si rivolgeva l'allora giovane studente Claudio Lolli a Gabriele Boscetto,  moderatore di quel primo congresso:

BOSCETTO (a Lolli): continua a parlare, ti prego.

LOLLI: ti ringrazio del fatto che tu "mi preghi" di continuare a parlare. Io, continuando a parlare, dico che tu dovresti invece smetterla perchè del moderatore non c'è alcun bisogno; ognuno fa i suoi interventi e basta. ...... Volevo dire semplicemente questo, parliamo seriamente se no andiamo tutti a fare un giro a Sanremo. Oggi, fra l'altro, piove....

Fin da allora, la schiettezza di Claudio non poteva attirargli molte simpatie in seno al Club Tenco. Secondo noi Lolli fu lungimirante con la sua durezza nei confronti di Gabriele Boscetto che, non a caso, diventò poi un parlamentare di Forza Italia...

Soltanto nel 1976 Claudio Lolli cantò e suonò  per la prima volta alla rassegna Tenco. Ricordiamo fugaci apparizioni nel 1980, 1982 e 1988, poi basta. In effetti Claudio non entrò mai  a pieno regime negli eventi del Tenco, i cui organizzatori preferirono prendere come riferimento sistematico per le future rassegne  i "compagni di bevute" Francesco Guccini,  Roberto vecchioni e pochi altri ancora, in una sorta di circolo che appariva "quasi chiuso". Il carattere ombroso, scontroso di Lolli. il suo gravitare nell'ambito Anarchico, la sua poca malleabilità e la tanta coerenza forse lo misero in fuori gioco da quel gruppo di amici che gestiva negli anni 70 le sorti della Rassegna Tenco, che poi sono circa gli stessi che lo fanno ancora oggi. A questo aggiungiamoci pure una questione personale e privata tra Claudio Lolli ed Enrico de Angelis, direttore artistico della Rassegna Tenco, ed ecco che il quadro diventa completo, col solo risultato di non poter più incrociare Claudio Lolli sul leggendario palcoscenico del Club Tenco, un evento, tra le altre cose, auspicato da tantissimi innamorati della Storica Canzone d'Autore Italiana che vedono nel cantautore bolognese un punto fermo ed irrinunciabile della nostra memoria storica, poetica e musicale.

Claudio Lolli - Extranei

 

Amilcare Rambaldi, fondatore del Club Tenco, voleva bene a Claudio Lolli, anche quando non riusciva a decifrarne le stranezze. Non si può dire la stessa cosa di coloro che lo sostituirono poi al ponte di comando. Antipatie e questioni personali spianarono poi la strada all'esclusione sistematica di Claudio Lolli alla celebre rassegna Tenco.

Ma torniamo al preambolo iniziale, quello che non contempla questioni personali, antipatie, equivoci di sorta, e che tende ad inquadrare la situazione Lolli- Club Tenco a più ampio respiro. Nonostante questa reiterata esclusione, Claudio Lolli ha continuato a raccogliere  un vasto consenso nell'ambito  della canzone d'autore, un amore indescrivibile e indistruttibile da parte dei molti Lolliani disseminati per l'italia.

"E quegli zingari eravamo noi. Non ce ne rendevamo conto. Felici e ansiosi insieme, in attesa di bruciare gli anni della giovinezza, in attesa di una rivoluzione che non sarebbe arrivata e di una restaurazione che ci ha rasi al suolo, livellati, ma mai domati.

Quegli zingari, quelle piazze eravamo noi. Era per noi che Claudio cantava. E per sé. Perché lui era uno di noi, era lì con noi e con questo disco voleva dircelo, farcelo sapere, comunicare che “siamo stanchi di ritrovarci solamente a dei funerali”. 

(dal sito La Brigata Lolli)

 Già, quegli Zingari eravamo noi, sicuramente anche alcuni Amici del Club Tenco lo erano. L'impressione attuale è che qualcuno col tempo se ne sia dimenticato...

Sta di fatto che, per un motivo o per l'altro anche il Club Tenco fece fuori Claudio Lolli. Ho sentito più volte Claudio dispiacersi del fatto che la Rassegna Tenco abbia finito poi con l'ignorarlo. Non sono il solo a ritenere che questo sia stato un grande errore da parte del Club Tenco Sanremo. Ci piange il cuore a vedere che ancora oggi, su quella leggendaria passerella,  tra le tante nuove e immancabili proposte, sfilano artisti affermati che neppure potrebbero lustrare le scarpe a Claudio Lolli, alcuni dei quali recuperati dal più bieco qualunquismo musicale, e insigniti di targhe alla carriera, onori e altri riconoscimenti.

Quindi Claudio Lolli, unitamente ad altri validi artisti, entrò molto presto nella schiera dei "dimenticati dal Club Tenco"

Anche Storie di Note ha espresso un forte dissenso per  la reiterata esclusione di Claudio Lolli dalle Rassegne Tenco, unitamente a chi scrive e a tutti quelli che non si capacitano di questo boicottaggio. Altri "ipotetici lolliani", invece, non hanno preso posizione, e si sono in qualche modo dissociati anche dall'iniziativa nata su Facebook col gruppo denominato "Rivogliamo Claudio Lolli al Club Tenco" dichiarando di non voler appoggiare questa contestazione, una scelta probabilmente dettata dal fatto che le strutture consolidate che operano nel settore della canzone d'autore non abbiano alcuna convenienza a scalfire il monumento Club Tenco Più utile e vantaggioso essere pro, piuttosto che contro..

Rivogliamo Claudio Lolli al Club Tenco - Iscriviti

Noi che amiamo Claudio Lolli e che gli riconosciamo oltre la grandezza artistica anche il ruolo di una tra le poche, credibili "anime guida" del vero spirito di sinistra... Noi che non abbiamo tornaconti in ballo con la Rassegna Tenco, nemmeno quello di aver qualche blocchetto di biglietti omaggio, dopo averne avuti a bizzeffe da Amilcare Rambaldi che era perfettamente conscio dell'amore e il rispetto che portavamo verso la sua creatura... Noi che abbiamo il diritto di dire e affermare quello che pensiamo, anche in merito all'emarginazione di questo grande poeta dei nostri tempi, Claudio Lolli appunto, continueremo a rimanere eternamente perplessi di fronte a questa infausta scelta che, tra le altre cose, ha penalizzato non poco il grande cantautore bolognese, quasi nascondendolo alle nuove generazioni che di volta in volta si avvicinavano alla Storica Canzone d'Autore.

Il tempo ha portato giustizia a Claudio Lolli, e sono in tanti a ritenerlo oggi il cantautore più rappresentativo di quel clima di sogni, ribellioni, utopie degli anni '70, cioè di quello stesso clima in cui anche il Club Tenco era immerso e di cui, ci pare, in alcuni momenti conservi scarsa memoria. Sconvolgente il fatto che una parte delle giovani generazioni, affascinate dalla leggenda degli anni settanta e da un "fisiologico" bisogno di rivolta, amore e amicizia, guardino a Claudio Lolli come un punto di riferimento da cui non si può prescindere.

Una rivincita per Lolli e una gioia per chi lo ama.

Claudio Lolli

Qualcuno all'interno del Club Tenco ha sussurrato che Claudio Lolli sia diseducativo per le giovani generazioni, a causa della tristezza che impregna alcune sue canzoni. Ci sembra un affermazione pretestuosa e nulla più. Al contrario, Claudio Lolli viene recepito più che positivamente dai giovani, basta andare ad uno dei suoi concerti ed è presto dimostrato. La presenza giovanile è  rilevante. Certo, si  tratta di una gioventù che nulla ha a che fare con i coetanei fruitori di "amici" di Maria De Filippi,  del grande fratello, delle fiction, di xfactor; nulla ha a che vedere con la superficialità e l'inerzia giovanile imperante. Giovani che sono la nostra ultima speranza per una "resistenza" al niente e al nulla che ci circondano da tutte le parti, e che hanno trovato se stessi anche nelle canzoni di Claudio Lolli nelle quali, per chi non lo avesse capito, è insito uno dei più grandi aneliti di amore e amicizia riprodotti in canzone, musica e poesia. Nelle canzoni di Lolli il no al potere proviene e risorge da una sinistra anche sognante, idealistica e utopistica se vogliamo, con una forza espressiva e una convinzione che il nuovo cantautorato italiano non riesce ad infondere, a trasmettere.

No, Claudio Lolli non è diseducativo per le nuove generazioni, a meno che alcune stille di malinconia e tristezza non vengano considerate come un delitto al "male di vivere" che  tanti si portano dentro, compresi i nostri ragazzi. Claudio ha scandagliato questi oceani di malinconia personale riuscendo a comunicarli al mondo mai in senso gratuito o fine a se stesso, ma piuttosto nell'evidente desiderio di raccontarsi e sentir raccontare, di parlare veramente con i propri compagni di strada ed essere ricambiato, senza egocentrismi nè sterili accentramenti di attenzione.

No, c'è bisogno che le nuove generazioni conoscano Claudio Lolli, il grande Artista che è, che rimane, indipendentemente da tutto e da tutti, anche da chi vuole fare finta che non esista.

Serve a qualcosa ricordare che Claudio Lolli è tra i grandi cantautori italiani colui il cui spirito intimo, sotto molteplici aspetti,  somiglia maggiormente a quello dell'indimenticabile Luigi Tenco...?

A dispetto di ogni cosa, il Club Tenco ha continuato ad ignorare Claudio Lolli, inserendolo tra i dimenticati dalla Rassegna Tenco, insieme ad altri stupendi cantautori delle origini. Da diversi anni, invece, ci propongono Morgan,  uno che una settimana prima fa il giurato di xfactor (un mondo strepitante e pettegolo che lo stesso Luigi Tenco avrebbe sicuramente schifato) e qualche mese dopo va a far passerella al Festival di Sanremo. E poi gli fanno cantare pure le cover del grande Luigi. Mah...

Consentiteci di rimanere sconcertati.

 

Non contenti, gli organizzatori del Tenco negli ultimi anni hanno messo in cartellone anche  altri artisti il cui posto naturale sarebbe il Festival di Sanremo, non certo la Rassegna Tenco. Alcuni di questi potrebbero tranquillamente suonare e cantare ad una festa di compleanno di Berlusconi. In pratica si tratta della canzone commerciale più deleteria, in quanto camuffata di diverso, semplici cosmetici musicali su scala industriale.

Abbiamo amato molto il Club Tenco, prima di provarne disamore, un disamore senza ostilità, sia ben chiaro, ma impregnato di critica e venato di dissenso. Siamo disposti a far centinaia di kilometri per ascoltare Claudio Lolli, ma nemmeno un metro per sorbirci al Tenco un Morgan, un Jovanotti o altro di simile.

In definitiva, più o meno conosciamo le vere ragioni per cui Claudio Lolli è stato tagliato fuori dalla Rassegna Tenco.  La sola cosa di cui siamo comunque sicuri in assoluto è che Claudio ha saputo rimanere se stesso, mentre altri proprio no. All'apparenza, anche il Club Tenco sembra aver smarrito la propria identità, ma non è una semplice legge di mercato e di sopravvivenza che può consentire una giustificazione a chi ha amato allo spasimo le origini idealistiche della Rassegna Tenco...

Noi speriamo e sogniamo  che la Rassegna Tenco ritorni ad essere prima o poi quella roccaforte di ideali (siano pure utopie), opposizioni, ribellioni al potere  e "autentico"  punto di riferimento culturale  di una sinistra italiana allo sbando e che ormai ha ben poco cui aggrapparsi.

 

E mentre Morgan ci canticchia le canzoni di Luigi Tenco, riducendole a brandelli, anche questa edizione della Rassegna Tenco sarà senza Claudio Lolli. Un delitto protratto per lunghissimi anni, inaudito e pazzesco, come un affronto rivolto ad uno tra i più grandi mostri sacri della storica Canzone d'Autore Italiana.

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